01 Dicembre 2019 Questa testata aderisce all'anso  
IL MSI VINCE (NEL 1983!)


Il ricatto antifascista che, periodicamente, tende ad impedire di votare e governare liberamente, sta di nuovo minacciando gli italiani e poco cambia che siano sardine centri sociali o inutili ed immotivate cittadinanze onorarie. I reduci di un antifascismo mai esistito intimoriscono minacciano utilizzano leggi liberticide come la Mancino e, se non basta, scatenano anche la violenza di piazza. Il curioso sondaggio che pubblichiamo smentisce la dittatura del pensiero unico. Il Msi del 1983, oggi, vincerebbe le elezioni. Aggiungiamo che, poi, successe davvero: nel 1993 il MSI fu primo partito nelle elezioni amministrative e nei sondaggi ed oggi l'unico simbolo di partito sopravvissuto è quello della Meloni, sia pure depotenziato...

Roma – Il Movimento Sociale Italiano in testa con quasi il 20% dei consensi. Segue a stretto giro il Pci con il 18,9%, terza la Democrazia Cristiana al 17,4. No, non siamo tornati nella prima repubblica, ma questi sarebbero i risultati se si votasse oggi con i partiti del 1983.

Anno non casuale: “Si tratta dell’ultima tornata elettorale in cui non vi era ancora nessuno dei partiti attuali (almeno tra le formazioni maggiori: non consideriamo i partiti minori e quelli delle minoranze linguistiche), che avrebbero potuto indirizzare la risposta”, spiegano dall’istituto BiDiMedia, che ha condotto l’ucronica rilevazione degli umori dell’elettorato.

Il curioso sondaggio è stato condotto lo scorso 26 novembre, chiedendo agli elettori cosa voterebbero se si tenessero oggi le elezioni politiche del 1983.

Consultazioni che videro una netta affermazione della Dc (quasi un voto su tre), con i comunisti staccati di misura e il Partito Socialista terzo al’11% dei consensi. Difficile che, con i dati odierni, da quelle elezioni potesse uscire un esecutivo sostenuto dal cosiddetto “pentapartito”, che non avrebbe i numeri per governare.

L’asse Dc-Psi-Pli-Psdi-Pri raggiungerebbe infatti solo il 46,3% rispetto al 56% che totalizzò all’apertura delle urne.

Pur in assenza di dinamiche di flusso da uno schieramento all’altro, molti dei voti mancanti alla coalizione (in cui il solo Psi tiene: la Dc perde quasi la metà dei consensi, drastico calo anche del Pci) sarebbero intercettati dal Msi, che con il 19,6% si piazzerebbe saldamente in testa.

Nicola Mattei (da Il Primato Nazionale)


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