24 Aprile 2019 Questa testata aderisce all'anso  
SALVINI E LA MAFIA




CORLEONE. Nonostante le ombre sul sottosegretario Siri, Salvini fa bene a dire che bisogna liberarsi dalla mafia.

Dovrebbe però ricordarsi che la mafia, sconfitta dal fascismo, ce l’ha riportata l’antifascismo a bordo delle jeep Usa.

La mafia tornò in Sicilia, grazie all’antifascismo, e sempre grazie all’antifascismo, su per l’Italia, ripresero il potere mafia e chiesa.

I comunisti, veri macellai sanguinari al soldo di Stalin, tentarono invece di prendersi l’Italia da Nord mentre il criminale Tito faceva strage di Italiani in Istria.

La mattanza di Italiani si chiuse, come ricorda Sallusti, il 18 aprile 1948 ma non fu un lieto fine.

Le clientele clericali si spartirono l’Italia con le bande comuniste, una Italia che non era distrutta, come ci raccontano i falsari.

Tutte le aziende erano pronte a ripartire e ripartirono, in pochi anni gli italiani crearono il boom ed i falsari se ne fanno ancora un vanto mentre in realtà avevano solo cannibalizzato la forte eredità ricevuta senza alcun merito.

Falsari da sempre, i clericali i sacialisti i comunisti, sono sempre stati e saranno predatori di quel grande popolo che è l’italiano.

Un grande popolo che è stato asservito nel 1945, corrotto dalle clientele antinazionali e che ancora subisce il torpore e l’umiliazione di una occupazione straniera.

Intanto i cosiddetti liberatori (ma loro si definivano correttamente "occupanti") continuano la loro opera pacificatrice, infatti gli Usa sono in guerra in tutto il globo.

La Francia, invece, infida "amica", tiene le sue colonie e ci fa la guerra in Libia.

Ma non eravamo noi gli aggressori ed i guerrafondai?


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