23 Marzo 2019 Questa testata aderisce all'anso  
LA RIVOLUZIONE ITALIANA




23 MARZO 1919: NASCE LA RIVOLUZIONE ITALIANA.

Giuseppe Prezzolini, citando il libro di Carlo Antonio Avenati del 1934: “La Rivoluzione Italiana da Alfieri a Mussolini”, saggiamente riportò la frase di Mussolini: “Abbiamo fatto una cosa enorme, secolare, monumentale. Quale? Abbiamo creato lo STATO UNITARIO ITALIANO”.

Quella idea di Nazione che si era formata col sacrificio dei caduti sulle trincee della prima guerra mondiale era ancora allo stato grezzo.

Ci voleva l’impeto degli Arditi, dei socialisti rivoluzionari, dei futuristi, dei nazionalisti e, dal 23 marzo 1919, il nascere del fascismo a dare finalmente una forma a questa idea, ad unire gli italiani dalla Sicilia all’Alto Adige nella creazione di uno Stato Nazionale e Sociale che primeggiò nel mondo in tutti i campi.

La riforma sanitaria, la riforma previdenziale, l’Inail, le quaranta ore settimanali (una conquista sociale che non ha pari nella storia), il libretto del lavoro, le colonie marine, le grandi opere pubbliche, la terra ai contadini, le bonifiche, le oltre 100 nuove città, i primati nello sport, le banche pubbliche (pensiamo agli scandali odierni), l’Iri, le conquiste scientifiche.

Così si completò la Rivoluzione Italiana e si completò il Risorgimento di Mazzini e Garibaldi, preconizzato da Vittorio Alfieri.

Di quella Italia, ancora oggi saldamente compresente, nonostante la guerra scatenata dagli imperi del capitale e dello schiavismo comunista, ancora oggi siamo debitori.

Lo siamo nelle nostre città, nelle nostre campagne, nei porti, nelle strade, nei ponti, nei codici, nella diffusione della piccola proprietà, che fa ancora oggi le famiglie italiane solide, nonostante la speculazione finanziaria che attanaglia il mondo dal 1945.


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