07 Maggio 2017 Questa testata aderisce all'anso  
FRANCIA: VINCERÀ IL MONDIALISMO




Roma. In Francia, oggi, come in Olanda qualche mese fa, si confermerà che l’Europa è dominata dai vari Rothschild e Soros, nonché dai portaborse delle grandi banche americane.

Che Macron sia un uomo dei Rothschild lo sanno anche le pietre, ma questo non conta perché la Stampa e tutti i mezzi di comunicazione sono in mano alla finanza senza confini e, quindi, tutti sostengono Macron.

In Francia, Macron è stato “creato” in un anno a loro nome e somiglianza.

Ed i populisti o, meglio, i popoli cosa possono fare?

Certamente non dovrebbero (come, sbagliando, ha fatto Marine Le Pen) inseguire una “legittimazione” che vuol dire soltanto sporcarsi con il fango del sistema.
A cosa serve invocare De Gaulle, quando lo si è considerato nemico per 45 anni (l’FN è nato nel 1972)? A cosa serve allearsi con un gollista del 5% se, oltretutto, comunque Le Pen perderà?

Ci troveremo perciò con una Francia di nuovo al servizio del sionismo internazionale (come è sempre stata dal 1945), con una opposizione edulcorata dalla contaminazione gollista.

Il popolo francese, quello degli operai, della classe media impoverita, il popolo massacrato dalla globalizzazione e dal mondialismo verrà addomesticato dalla conferma dell’inevitabilità di una Europa invasa dagli immigrati, sotto scacco del terrorismo e con un’economia svuotata dalla delocalizzazione.

A meno che, dopo il voto, non si torni, in Francia, a fare una opposizione al sistema che ridia forza a tutti i popoli europei, compreso l’Italia, dove abbiamo un movimento, i 5 Stelle, nuovi arrivati ed ancora inesperti sui mali del mondialismo ma che, perlomeno, possono ancora guardarsi intorno e non commettere gli errori che si stanno compiendo in Francia.

La sopravvivenza dell’Europa dipende dallo stop al mondialismo che solo le forze di opposizione al sistema vigente possono garantire, ma solo se si libereranno da ogni complesso di inferiorità nei confronti di chi ci ha dominato dal 1945 ad oggi e cioè gli americani, le banche, i Rotschild, la Goldmann Sachs, la Jp Morgan, i Soros, i Rockfeller e, sul fronte dell’informazione, i vari Murdoch, Bloomberg, gli Ochs Sulzberger del New York Times, gli editori del Wall Street Journal e del Washington Post.

E poi c’è chi parla di libertà politica, di libertà stampa e radiotelevisiva, mentre tutto il mondo è teleguidato da poche decine di manovratori, che controllano come manichini i governanti.

Qualcuno si è mai chiesto per chi hanno lavorato, parlando per l’Italia, i vari Monti Prodi Draghi…?

Ellezeta


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