14 Agosto 2010 Questa testata aderisce all'anso  
L’ANALISI DEL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI GROSSETO




GROSSETO - Com’era prevedibile, nel 2009 la situazione del mercato del lavoro è risultata fortemente condizionata dalle difficoltà conseguenti alla crisi economico – finanziaria mondiale.

Permanendo le tensioni che già nel 2008 avevano generato un brusco e netto peggioramento delle condizioni generali, il quadro complessivo che emerge dalla lettura dei dati relativi al mercato del lavoro nel 2009 mostra un impatto forte della crisi, anche se le ripercussioni sui volumi di occupazione complessiva risultano in parte attenuati dal buon andamento del settore turistico e del settore agricolo, nonché da un consistente intervento della cassa integrazione guadagni ordinaria.

Anche se la caduta della domanda di lavoro da parte delle imprese registrata nel corso dell’ultimo anno non ha risparmiato nessuna provincia toscana, la flessione per la provincia di Grosseto (- 6%) sembra più contenuta rispetto a numerosi contesti territoriali regionali (Arezzo – 16,2%; Massa Carrara – 20,1%; Pistoia – 17,5%; Siena – 14,5%; Prato – 9%).

L’intensità con la quale la crisi economica si è ripercossa sul nostro mercato del lavoro è attestata dall’analisi dei dati statistici relativi agli ammortizzatori sociali e da quelli inerenti la cassa integrazione guadagni.

Nel 2009 si sono avute 753.497 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), pari ad un incremento percentuale del 284,34%. Si tratta di una variazione estremamente consistente e da imputare, a livello settoriale, prevalentemente al comparto “edile” dove si sono avute 277.942 ore di CIGO in più rispetto all’anno precedente.

La gravità della sofferenza del settore “edile” è sottolineata dal fatto che in ambito regionale, con la sola esclusione di Firenze, la nostra provincia, in termini assoluti, è quella con il maggior numero di ore di CIGO per tale settore.

Tralasciando i dati relativi alla GIC In deroga (0,6% del complessivo regionale), l’incremento del ricorso alla CIGO, nei volumi suddetti, non può che comportare l’innalzamento del livello di attenzione.

La sofferenza del mercato del lavoro e le conseguenti difficoltà che incontrano le persone può essere colta anche dai dati sugli iscritti ai Centri per l’Impiego che, al 31 dicembre 2009, risultavano essere 21.635, con una crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente e dell’ 11,6% se prendiamo a riferimento il dato 2007.

Contenuta, quindi, la flessione dei volumi di assunzioni, il mercato del lavoro sembrava avviarsi verso una fase di stagnazione, con il pericolo di probabili ulteriori ricadute sia in termini occupazionali che sociali dovute al predetto massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni, al continuo calo dei consumi che, inevitabilmente, riverserà i suoi effetti su tutto il comparto del terziario, con rischio per molte persone d’ingresso e permanenza nello stato di disoccupazione per lunghi periodi.

I primi dati relativi all’andamento del mercato del lavoro nel primo semestre del 2010, sembrerebbero rafforzare queste preoccupazioni.

Al 30 giugno 2010 dobbiamo, infatti, purtroppo continuare a registrare un netto tendenziale calo della domanda di lavoro (27.683 avviamenti al lavoro, con una flessione rispetto al 2009 di 2.826 avviamenti), accompagnato da un incremento consistente delle persone censite dal Centro per l’Impiego come disoccupate (+ 1.685 rispetto al giugno 2009) e da un tendenziale aumento delle ore complessive di cassa integrazione guadagni (529.588 al 30 giugno 2010 contro le 796.958 dell’intero anno 2009).




Stampa l'articolo