24 Ottobre 2009 Questa testata aderisce all'anso  
LO STORICO ITALIANO CARLO MATTOGNO SOLIDARIETÀ AL PROF. CARACCIOLO


Il prof. Antonio Caracciolo è un filosofo romano, insegnante universitario, profondo conoscitore di Carl Schmitt di cui ha pubblicato e commentato l'opera. Ma è soprattutto un uomo coraggioso che non si fa intimidire dai falsari. Lo sta dimostrando in questi giorni, in cui, con ironia e saggezza, sta ridicolizzando Repubblica e tutti gli scherani che lo vorrebbero far fuori in nome della unica religione mondiale che non può essere discussa, la "holocaustica religio". Chi dirige le danze è il solito Pacifici, il capo della comunità ebraica romana, l'uomo che detta la linea al sindaco di Roma, a gran parte della stampa romana, persino al governo, persino alle più alte cariche dello stato. Grazie, prof. Caracciolo, la tua intelligenza li seppellirà!

Roma - Il mite professore Antonio CARACCIOLO sta mettendo ko l'intero apparato della menzogna storica, Repubblica e comunità ebraica di Roma in prima fila. Non basteranno le minacce di Alemanno e del Rettore Frati (quello che "a Dachau c'è stato a sedici anni...") a fermare la testa pensante di Antonio Caracciolo che, da qualche anno, con profonde analisi si chiede su quali basi si fondi la leggenda olocaustica.

E, ovviamente, da storico serio, sta smontando, con decine di articoli sui suoi blog, la fragilissima consistenza della storia ufficiale sulla seconda guerra mondiale.

Ci sono, a pochi giorni dal tentato linciaggio di Repubblica, seguito dall'incitazione al suo licenziamento da parte del già evoliano Alemanno e del Rettore Frati, decine di commenti autorevoli a difesa della libertà intellettuale di Caracciolo.

Crediamo sia giusto riportarne due che sono forse i più significativi, perché rappresentano, in Italia ed in Francia, le punte di diamante della libertà di pensiero: Carlo Mattogno e Serge Thion. Due persone a cui dobbiamo molto e che stanno mettendo in seria crisi, insieme a centinaia di altri liberi pensatori, il pensiero mondialista, quello che fa capo ad Usa ed Israele.

CARLO MATTOGNO: "LA REPUBBLICA DEL LINCIAGGIO"

Il 22 Ottobre La Repubblica ha pubblicato un articolo di Marco Pasqua che reca il titolo, in prima pagina, “Il prof alla Sapienza: l’Olocausto non esiste”, a p. 25, “L’Olocausto è una leggenda” prof negazionista, shock alla Sapienza”[1].

Un piccolo gioiello di propaganda disinformatrice e forcaiola, un piccolo detonatore creato ad arte per far esplodere la bomba mediatica con la penosa sequela di personaggi pubblici “indignati” che profondono le loro insulsaggini contro il malcapitato professore. Una vera “Informazione Corretta”, che finalmente si prende la sua vendetta contro chi metteva a nudo le sue puerili menzogne.Bisogna anzi lodare la pazienza dei “Corretti Informatori”, che hanno atteso oltre due anni prima di procedere, dopo aver tentato di stroncare Caracciolo con tutto il loro raffinato repertorio di calunnie. L’articolista mostra di averne tratto profitto: due titoli, due falsi!

Caracciolo non ha mai detto “l’Olocausto non esiste” (caso mai: non è esistito), e neppure “l’Olocausto è una leggenda”. La prima sentenza è una creazione del giornalista o della redazione, la seconda è tratta dal blog di Caracciolo Clubtiberino. Nel suo articolo appare lo stralcio iniziale di un testo di Caracciolo, creato il 21 ottobre 2006, dal titolo “La leggenda dell’Olocausto: riapertura di un dibattito”[2], che solo in perfetta malafede si può chiosare con “l’Olocausto è una leggenda”. Testo diretto, guarda caso, contro i “Corretti Informatori”!

Caracciolo vi spiega in modo inequivocabile sia il significato del titolo, sia la sua posizione:
«Il tema del “cosiddetto Olocausto” era per me poco più di una curiosità intellettuale, ma dopo gli incredibili attentati alle libertà democratiche a proposito del caso teramano, che è soltanto un fatto di provincia, diventa per me un obbligo morale conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby. Per l’uso dell’espressione “cosiddetto Olocausto” posso rinviare allo storico ebreo Sion Segre Amar, ma i miei iniziali ed autonomi intendimenti non erano di “negare” alcunché: sulla semplice espressione linguistica si è costruita un’incredibile polemica da caccia alle streghe finita su uno dei maggiori quotidiani d’Italia!

Le mie espressioni esprimevano soltanto l’incomprensibilità linguistica e storica di un termine a valenza religiosa e la mia riluttanza e fastidio ad utilizzarlo per definire un semplice “sterminio” di popolazioni, ammesso che vi sia stato. Non immaginavo le reazioni che avrei scatenato. Invece “leggenda” vuole alludere ad un misto di verità confuso con falsità e soprattutto strumentalizzazioni. Potrei anche usare l’espressione “mito” nel senso soreliano. Infatti, non mi pare dubbio che sull’Olocausto il neo stato d’Israele abbia inteso fabbricare il suo mito fondativo. Ed i miti, si sa, non bisogna toccarli e disturbarli».

Evidentemente per certa gente il dubbio è già negazione, come per i “Corretti Informatori” qualunque dubbio sulla politica israeliana è un intollerabile atto di antisemitismo. In tale contesto, l’espressione “La leggenda dell’Olocausto” è una evidente provocazione pour épater les Correcteurs. Nell’articolo di Pasqua appare anche una mia fotografia con questa didascalia: “Carlo Mattogno. È il massimo esponente italiano della corrente: nega che vi siano state azioni naziste per sterminare ebrei e zingari”. Questo mio accostamento al prof. Caracciolo non è semplicemente “ideologico”, come vorrebbe dare ad intendere l’articolista. Coerentemente coll’impegno espresso due anni or sono di «conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby», il prof. Caracciolo ha infatti ospitato nel suo blog alcuni miei scritti. I più importanti sono questi:
Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/01/carlo-mattogno-raul-hilberg-e-i-centri.html (in PDF: http://vho.org/aaargh/fran/livres8/CMhilberg.pdf)
Una serrata critica storico-metodologica del “classico” per eccellenza della letteratura olocaustica. · «L’irritante questione» delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad… Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty. Edizione riveduta, corretta e aggiornata http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza (in PDF: http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf)
Risposta alle favole storiche di questa specialista in fiabe. «La verità sulle camere a gas»? Considerazioni storiche sulla «testimonianza unica» di Shlomo Venezia
http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza (in PDF: http://www.aaargh.com.mx/fran/livres8/CMVENEZIA.pdf)
Anatomia di una pretesa “testimonianza unica” su Auschwitz. I “nuovi” documenti su Auschwitz di Bild.DE: Una bufala gigantesca. 12 Novembre 2008. http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#mtdiciannove (in PDF: http://www.aaargh.codoh.info/fran/livres9/MattognoBild.pdf)
La storia farsesca di “nuovi” documenti su Auschwitz già noti vent’anni fa e reinterpretati in modo ingannevole. · Netanyahu all’ONU http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/carlo-mattogno-netanyahu-allonu.html L’olocausto visto da Netanyahu (povero olocausto!)
Nel contesto attuale, merita un rilievo particolare l’articolo La “Repubblica” della disinformazione, http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-la-repubblica-della.html nel quale ho già dato ampiamente conto dell’arroganza e dell’ignoranza di questo giornale sulla tematica olocaustica.

Ciò che si rimprovera al prof. Caracciolo, più ancora di aver pubblicato questi scritti, è di averli letti e di non avervi trovato traccia di quei «folli principi» di cui sproloquia gente che a stento ne ha letto i titoli.

Ciò non significa che egli sia un “negazionista”: è solo una persona onesta che si batte per la libertà di espressione. Se la redazione de La Repubblica è tanto certa che le tesi revisionistiche siano folli, lo dimostri sul piano storiografico. Metto in campo un buon oggetto per la sua indagine: il mio recente studio di 715 pagine Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli “indizi criminali” di Jean-Claude Pressac e sulla “convergenza di prove” di Robert Jan van Pelt. (Effepi, Genova, 2009). Ecco un’ottima occasione per verificare se questi fieri propugnatori della realtà storica dell’olocausto sono persone serie e credibili oppure degli emeriti buffoni.
[1] In linea: http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/prof-olocausto/prof-olocausto.html
[2] In: http://clubtiberino.blogspot.com/2006/10/la-leggenda-dellolocausto-riapertura.html

SERGE THION: "LA MEUTE EST LÂCHÉE"

La presse italienne se déchaîne, depuis le 22 octobre dernier, contre un nouveau bouc émissaire. Le professeur Antonio Caracciolo enseigne la philosophie du droit à l'université romaine La Sapienza. En dehors de son enseignement et de ses traductions — c'est un spécialiste du philosophe allemand Carl Schmitt — il rédige toutes sortes d'articles pour une trentaine de blogs. Il reste très proche de ses racines calabraises et s'engage en politique dans le mouvement dirigé par Berlusconi. Ses idées sont donc connues depuis longtemps; c'est un penseur de droite, marginal mais actif dans les mondes universitaires, politiques et intellectuels.

Il a noté depuis longtemps que les révisionnistes de l'Holocauste sont presque partout réprimés alors que les questions qu'ils ont posées restent sans réponse. Il précise qu'il n'est lui-même ni historien ni révisionniste, mais que les principes de la démocratie politique voudraient qu'ils puissent s'exprimer, et être réfutés. Il est régulièrement dénoncé dans certaines publications de la communauté juive italienne comme révisionniste et antisémite. Tout cela serait de l'ordre de la routine dans les querelles qui animent la vie romaine si, brusquement, le "cas Caracciolo“, n'avait été mis en épingle dans deux articles de La Repubblica.([1])

Il y est dénoncé, violemment, comme un négateur de l'Holocauste, un corrupteur de la jeunesse, un faux professeur qui doit être chassé de son poste dans les plus brefs délais.

Le maire de Rome, Gianni Alemanno, était un fasciste connu jusqu'à son élection à la mairie de Rome en avril 2008. Touché par la grâce démocratique, il est devenu un antifasciste convaincu et un grand ami et protecteur de la communauté juive de Rome. Il est à la tête des détracteurs de Caracciolo et réclame sa mise à pied aux autorités universitaires. Toute la presse en parle. Les tambours battent. La chasse est lancée.

Pourquoi et comment un modeste chercheur comme Caracciolo se trouve-t-il dans l'œil d'un cyclone qu'il n'a pas vu venir ? Depuis plusieurs mois, la vie politique italienne est l'arène d'un affrontement gauche-droite où se défient des groupes de presse qui raclent les fonds de tiroirs pour lancer des attaques contre leur adversaire. La Repubblica, de centre-gauche, a lancé des attaques d'une violence inouïe contre le premier ministre Berlusconi, sur le thème de ses relations féminines, exposées avec complaisance par lui-même.

Un quotidien proche de Berlusconi, Il Giornale, multiplie les insinuations, les critiques acerbes et les insultes contre les gens de gauche qui soutiennent La Repubblica, à qui il cherche des poux dans la tête. Comme la gauche est en pleine déliquescence et que la droite est fragmentée en factions rivales qui se guettent, l'atmosphère devient irrespirable. La Repubblica vient donc de trouver un bouc émissaire en la personne de Caracciolo, militant calabrais du berlusconisme, en espérant sans doute mouiller les pontes du parti dans la défense d'un homme présenté comme indéfendable. Tous les hommes politiques se comportent comme s'il existait en Italie une loi Gayssot qui permette de censurer et de chasser l'intrépide chercheur. Or, malgré les efforts de certains, il n'existe pas de loi de ce genre. L'idée en a même été repoussée en 2007, à la suite d'une puissante protestation des historiens et des juristes italiens. Prodi, chef de la coalition de centre-gauche, a dû reculer.

Le cas Carracciolo montre que la liberté d'opinion est très concrètement menacée en Italie, comme plusieurs affaires mineures l'ont montré depuis deux ou trois ans. Il cache mal aussi les intrigues savamment entretenues par les organes de la communauté juive pour établir un régime juridique nouveau où le sionisme et ses entreprises seraient enfin mis sous le sceau du tabou. Or toutes les forces politiques, autrefois manipulées par les services américains, sont maintenant téléguidées par l'ambassade israélienne. Si un élan démocratique devait déjouer ces projets hégémoniques, ce devrait être en dehors des forces politiques organisées qui sont, il faut le dire, prêtes à rendre l'âme.

Ellezeta


Nella foto: LO STORICO ITALIANO CARLO MATTOGNO


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