Giovedì 16 Novembre 2006  15:11 Questa testata aderisce all'anso  

 NEWS
Cronaca
Attualità
Politica
Economia
Lavoro
Sport

 RUBRICHE
Racconti Brevi
Cultura
Personaggi
Spettacoli
Passeggiando
Curiosità

 FOCUS
Editoriale
Interviste
Primo Piano
Speciale
Foto Gallery
  Venerdì 15 Novembre 2019RACCONTI Scrivici 
Giovedì 16 Novembre 2006  15:11
DALLA BIELO(RUSSIA ) CON AMORE (2°PARTE)
DALLA BIELO(RUSSIA ) CON AMORE (2°PARTE)


Dal nostro inviato Giorgio Monteforti.

BIELORUSSIA - Alle 9 del mattino eravamo di nuovo in viaggio. Senza Ivan pero' che era rimasto alla Villa nella foresta. Destinazione un piccolo villaggio nel nord est del paese.

Dopo ore di macchina, subito fuori dall' autostrada, Tania si e' fermata (guidava lei) davanti a una casetta in legno e mi ha detto "scendi qui. Io tornero' stasera. Entra in casa senza problemi: ti stanno aspettando". Sara' che loro avranno pure aspettato me ma io non mi aspettavo certo loro: due arzilli vecchietti, lui vestito alla dottor Zivago e lei alla Anna Karenina. Mi accolgono con un "Benvenuto nella nostra casa" e dalla credenza tirano fuori una bottiglia di vodka. "Alla salute!". Vostra di sicuro non certo alla mia (il mio fegato continuava a ripetere "penitenziagite!").
"Sei italiano, vero?" mi dice l' uomo ridendo "c'era un italiano qui, piu' di 30 anni fa. Era consulente per una fattoria collettiva. Aveva una moglie in Italia ma si spupazzava una tale Natasha". Ci risiamo, i puttanieri mi hanno preceduto ancora una volta. E di parecchio sembra.
La casetta e' carina e accogliente ma con il bagno in cortile, niente acqua corrente e senza riscaldamento. Lussi che non si possono permettere. "Ci laviamo una volta alla settimana nella sauna dei vicini, per l' acqua c'e' una pompa pubblica appena dietro l' angolo e ci scaldiamo con il camino (che fa anche da stufa per cucinare)". Bucolico. "Ma come ve la passate quando fa meno 30?". Se la passerebbero anche bene se di pensione prendessero un po' piu' dei 70 euro che gli passa il governo. E in Italia ci lamentiamo delle pensioni.
Sotto l' Unione Sovietica il cuneo fiscale, cioe' il prelievo dello stato dallo stipendio, era del 90% (il socialismo costa dicevano da Mosca). Caduta l' URSS pero' il governo bielorusso non gli ha riconosciuto un rublo di versamenti e dunque e' grassa se prendono la pensione sociale che pero' non basta neanche per comprare il pane e un po' di carne al negozio (un pulmino scassato che passa una volta al giorno). Davanti alla tavola imbandita che mi avevano apparecchiato mi sono sentito una merdaccia.
Ho pero' realizzato a pieno il loro dramma solo quando nel cuore della notte la marinata di funghi e l' acqua di pozzo hanno innescato tutta la loro dirompente forza reattiva. Mezzo tra il sonno ho dovuto vestirmi in fretta, al buio e stando attento a non svegliare nessuno, trovare le chiavi per aprire la porta, lanciarmi fuori e correre nell' orto. Tirava vento, nevicava, il termometro segnava meno 6, ero tutto impicciato (sciarpa, guanti, giubbone) e proprio sul piu' bello mi sono accorto di aver dimenticato la carta igienica. Ho imprecato cosi' forte che per un attimo i lupi della foresta hanno smesso di ululare.

A Minsk nevicava fitto come le funi. Ancora in auto sentivo gia' il calduccio di un appartamento con tutti i comfort, il rumore scrosciante di una doccia a tutto vapore, e l' odorino sul fuoco di una macchinetta di caffe' (non mi sposto mai senza). E invece all' improvviso, con una mezza sgommata sulla neve, Tania ha parcheggiato vicino a una fermata della metro. E' scesa di fretta ma, vedendo che temporeggiavo tra il perplesso e il contrariato, ha riaperto lo sportello e mi ha detto "Che aspetti il disgelo? Forza che facciamo tardi". L' ho guardata implorante come a dire "Ma non ci facciamo neanche una birretta?". Lei pero' con le braccia sui fianchi mi ha lanciato un' occhiataccia che valeva cento parole. Lo so: niente domande, ricordo.

Siamo scesi alla Nemiga, la stazione maledetta. Il Nemiga e' l'antico fiume sul quale sorgeva l' originaria citta' di Minsk e che oggi scorre sotterraneo in tubi di cemento. Durante i lavori di costruzione della metro, in epoca sovietica, quando arrivarono a scavare questa stazione vennero alla luce i resti del nucleo piu' antico della citta', una cittadella in legno che nel marzo del 1067 fu teatro di una delle piu' sanguinose battaglie dell' Europa medievale.
I tre cugini del duca di Minsk, due russi e un ucraino, assaltarono la citta' che per tre giorni fu teatro di violenti combattimenti. Ne usci' vincitore il duca ucraino che rase al suolo Minsk e deporto' in schiavitu' a Kiev tutti gli uomini abili al lavoro sterminando vecchi, donne e bambini. Cosi' allo sciolgiersi della neve i cadaveri ricomparvero e furono dilaniati dagli uccelli e dagli animali della steppa.
I sovietici invece di preservare il sito archeologico e deviare la metropolitana (come sarebbe stato doveroso) decisero di imbottigliare il fiume e di spazzare via tutte le rovine perche' il comunismo guardava all' avvenire e non alle anticaglie. Di fronte a questo scempio la citta' fu scossa da un brivido di terrore: il fiume Nemiga avrebbe chiesto un tributo di sangue. Il sangue di 40 giovani donne per l' esattezza come recitava un' antico testo pagano (oggi sparito dalla biblioteca nazionale). Per tutta risposta fu messo nella stazione un faccione di Lenin: con la sua fedina penale lunga come la transiberiana avrebbe fatto paura anche al piu' sanguinario dei fantasmi.
A comunismo finito pero' (ma a dittatura cominciata) Lenin fu rimosso e portato altrove e si arrivo' al 30 maggio del 1999.

C'era la festa della birra nel parco sovrastante la stazione e allo stand delle sigarette Magna si poteva avere una pinta gratis presentando 10 pacchetti vuoti. Dovevano suonare i Mango Mango, una boy band russa molto popolare tra i giovani, e la giornata si presentava calda e soleggiata. Poi all' improvviso, come usciti direttamente dalla bocca dell' inferno (testuali parole dei testimoni), si accumularono in tutta fretta enormi nuvoloni neri che dopo pochi minuti cominciarono a riversare torrenti di pioggia. Fu il fuggi fuggi e l' unico posto per potersi riparare era proprio la metropolitana.
Le operazioni di accesso ai binari (acquisto del biglietto, vidimazione, apertura dei cancelli) andavano a rilento rispetto alla velocita' con cui la gente di fuori si accumulava, spingeva, premeva, schiacciava, soffocava. La milizia (la polizia che a Minsk come a Mosca ha in carico anche la metropolitana) invece di aprire i cancelli e far passare tutti se ne stava chiusa nella sua postazione di controllo ad osservare senza fare niente. La calca, il pigia pigia a un certo punto divennero insopportabili e i piu' deboli e i piu' sfortunati cadendo vennero inghiottiti dalla massa. Il peso della gente ma in particolare i tacchi a spillo delle ragazze (che in Europa dell' est, Polonia esclusa, portano tutte anche per stare in casa) si trasformarono in armi micidiali e mortali. Dopo alcune ore, defluita in qualche modo la gente, sul pavimento della stazione rimanevano 53 cadaveri orrendamente mutilati. Di questi, 40 erano di ragazzine tra i 14 e i 16 anni. BRRR

"BRRR che freddo che fa stasera, saranno almeno 5 sottozero". Pero' la prima vera bella neve dell' anno e' sempre un' emozione. "Parla per te" fa Tania mentre si ferma in un negozio a comprare un paio di bottiglie di vino. Ci avviamo verso un' anonimo palazzone in una stradina buia. Tania digita il codice sulla pulsantiera del citofono e la porta si apre. Saliamo al secondo piano. "Tu vai in quella stanza, troverai tanti di quei dvd da stendere un cineasta. Quando ho finito ti vengo a chiamare. Non dovrei metterci molto". Sissignore. In effetti la videoteca della casa era fornitissima. "Visto che ho poco tempo mi guardero' un pezzo di concerto" mi sono detto e dallo scaffale ho preso i Cocteau Twins. Ho fatto in tempo a vedermi anche tutto quello dei Moloko, di David Bowie e dei Cure.
"Alla buon ora" avrei voluto dire a Tania quando e' ricomparsa sulla porta ma aveva gli occhi lucidi e la voce rotta dall' emozione. Non so che cosa le abbiano detto ma sicuramente niente di buono. Ho capito: chiamo un taxi e andiamo. Sul taxi ho visto per la prima volta Tania perdere le staffe quando il tassista sentendo che ero italiano si e' permesso una battuta poco felice su Vikha, la bambina bielorussa rimpatriata dall' Italia. Per fortuna che ho tirato fuori pulcinella, o sole mio e la pizza margherita o quello ci accompagnava direttamente alla prima stazione del KGB (il servizio segreto bielorusso, braccio armato del presidente, si chiama ancora cosi').

Mentre stava facendo mattina sui palazzoni tutti innevati, davanti a una tisana, Tania si e' tranquillizzata e ha sorpresa mi ha detto "Ok, adesso sei libero di fare tutte le domande che vuoi". Era l' ora! Non me lo sono fatto ripetere due volte e sono partito a razzo con tutti gli interrogativi che prima e durante questo viaggio mi si erano accavallati nella mente. Risposta dopo risposta ho inquadrato a pieno le persone che abbiamo incontrato, i posti che abbiamo visto, i discorsi che abbiamo sentito, i documenti che abbiamo letto. Come un puzzle, pezzo dopo pezzo, ha preso forma nella mia mente il senso generale di questo paese e della sua storia e ho capito. Ho capito la rabbia, la sofferenza, il dolore di un popolo che ha dato tanto all' Europa ma che indietro non ha ricevuto mai niente perche' venduto e comprato come un pezzo di stoffa da differenti padroni: Lituani, Polacchi, Svedesi, Russi, Francesi, Sovietici, Nazisti e poi ancora Sovietici. Ho capito l' amarezza di una nazione che quando finalmente sembrava potersi essere liberata e' stata lasciata sola al suo destino ed e' finita nelle mani di un tiranno schizzoide. Ho capito il senso di impotenza degli oppositori al regime di fronte ai fiumi di denaro con cui la combriccola di affaristi e industriali senza scrupoli (Italiani, Tedeschi, Olandesi, Polacchi, Lituani, Ungheresi, Austriaci: niente multinazionali americane, tutte aziende europee) foraggia la dittatura con la benedizione dei rispettivi governi (vergognamoci tutti quanti !) che quando sono a Bruxelles fanno finta di condannare la Bielorussia e il non rispetto di Minsk per i diritti umani. Ho capito che i Bielorussi non sono fuori dall' Europa come gli Ucraini o peggio ancora i Russi che entrambi dell' Europa non saranno mai parte: i Bielorussi sono l' Europa e hanno moltissimo da dare e da insegnare a tutti noi (la tenacia, il coraggio, la tolleranza, il pacifismo, la solidarieta'). E ho capito perche' John si sia innamorato di Tania e l' abbia sposata: e' la donna piu' intelligente che io abbia mai conosciuto.

Alla stazione di Varsavia, John ci aspettava al binario. Sono sceso dal treno trionfante "missione compiuta capo. Te l' ho riportata tutta intera". Ha baciato Tania e mi ha detto "Ma vedi di fare meno il ganassa che semmai e' lei che ha riportato te tutto intero". Beh io adesso non starei a sottilizzare troppo. "Comunque se hai un altro lavoretto da affidarmi io sono sempre a disposizione". Ci ha pensato su un attimo e poi mi ha preso a braccetto. "Veramente una cosa ci sarebbe. Un americano, un certo Goldfinger ...". AUCH ! "E stai attento a dove cammini" ho detto a un grosso cinese con la bombetta che mi aveva urtato con la valigia. Ehi aspetta un ... un grosso cinese con la bombetta hai detto? Oh mamma! (Fine?)

Giovedì 16 Novembre 2006  15:11


Stampa la notizia Invia ad un amico Inserisci commento

Ricerca personalizzata

ASTERIX E LE RADICI EUROPEE

AUTUMNIA 2019

RINGRAZIA UN DOCENTE

IL BUON SENSO CHE VIENE DA PREDAPPIO

CONAD-AUCHAN, SI RIDUCE A 154 IL NUMERO DEI NEGOZI ACQUISITI DAL CONSORZIO DI DETTAGLIANTI

IL BUON SENSO CHE VIENE DA PREDAPPIO

COMUNE FIGLINE E INCISA VALDARNO 2019: da lunedì via al montaggio dell’area fiera
 
    

home | editoriale | interviste | primo piano | speciale | riferimenti | privacy | scrivici
Copyright © 2004 05 CONSULTA-FASTMEDIA - Tutti i diritti riservati