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Lavoratore a contatto con l'amianto Martedì 24 Febbraio 2004  13:50
RISCHIO AMIANTO, L'INAS FA IL PUNTO
RISCHIO AMIANTO, L'INAS FA IL PUNTO
di alberto sordi

"MESOTELIOMA pleurico”: un nome difficile da dare alle sofferenze di chi, per anni, è stato sottoposto – spesso inconsapevolmente – all’inalazione dell’amianto nei luoghi di lavoro. Ed ha poi contratto questo tipo di tumore: il mesotelioma pleurico, appunto.

RISCHIO AMIANTO, L'INAS FA IL PUNTO

"MESOTELIOMA pleurico”: un nome difficile da dare alle sofferenze di chi, per anni, è stato sottoposto – spesso inconsapevolmente – all’inalazione dell’amianto nei luoghi di lavoro. Ed ha poi contratto questo tipo di tumore: il mesotelioma pleurico, appunto.
Le proporzioni dell’emergenza sono subito chiare: secondo stime recenti della Cisl, in Italia, da qui al 2020 saranno ventimila i morti a causa delle esposizioni all’amianto. Si tratta di lavoratori per i quali c’è un’aspettativa di vita di 64 anni contro i 78 degli altri. I decessi per mesotelioma pleurico in Italia sono raddoppiati negli ultimi due anni. E in alcune zone del nostro Paese la situazione è ancora più critica: in Veneto, secondo uno studio della Cisl, si sono quadruplicate le morti a causa di questo tipo di tumore.

Sul nostro territorio, dopo l'ENEL di S.Barbara, si sta evolvendo un nuovo problema per i dipendenti dell'ex Ferriera di S.Giovanni Valdarno. Molti di loro sono già in pensione, gli altri sono divisi tra i due stabilimenti, DUFERDOFIN e FERRERO. Nessuno immaginava che il problema avesse queste dimensioni. Stiamo seguendo attentamente le richieste dei lavoratori che hanno inalato amianto, ma ogni giorno ci troviamo di fronte nuovi problemi da risolvere. Il percorso per ottenere valide garanzie appare ancora lungo, come dimostrano le recenti vicende che hanno visto protagonista la modifica della legge n.257 del 1992, relativa ai lavoratori esposti per più di dieci anni all’amianto. Un decreto ha poi impedito che venissero annullati – attraverso il decreto di modifica del 2 ottobre 2003 - molti dei benefici previsti dalla legge: un risultato “significativo” della Commissione Lavoro del Senato.

Questo fatto crea però uno spartiacque tra chi ha già maturato questo diritto prima del 2 ottobre e chi lo matura dopo. Si tratta di una discriminazione che si aggiunge ad una serie di problemi: tra questi il fatto che l’onere di prova dell’esposizione all’amianto oggi grava interamente sul lavoratore e il fatto che i costi dei danni causati dall’amianto ricadono sulla collettività.

In merito a quest’ultima problematica occorre denunciare la peggiore evasione contributiva mai verificatasi: solo il 7% delle aziende ha pagato, in passato, il premio aggiuntivo all’Inail per il rischio amianto. Quando invece sarebbe logico far pagare alle aziende un bonus per ogni lavoratore”.

Martedì 24 Febbraio 2004  13:50


Nella foto: Lavoratore a contatto con l'amianto


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   I commenti dei lettori
   inviato da andrrea il Venerdì 5 Marzo 2004 08:35
Ma sara' vero?

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LA FIORENTINA NON È UNA .........

86 ANNI FA A PARIGI

RINGRAZIA UN DOCENTE

IL BUON SENSO CHE VIENE DA PREDAPPIO

CONAD-AUCHAN, SI RIDUCE A 154 IL NUMERO DEI NEGOZI ACQUISITI DAL CONSORZIO DI DETTAGLIANTI

L OLOCAUSTO DI DRESDA

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