Domenica 6 Gennaio 2019  10:54 Questa testata aderisce all'anso  

 NEWS
Cronaca
Attualità
Politica
Economia
Lavoro
Sport

 RUBRICHE
Racconti Brevi
Cultura
Personaggi
Spettacoli
Passeggiando
Curiosità

 FOCUS
Editoriale
Interviste
Primo Piano
Speciale
Foto Gallery
  Venerdì 19 Aprile 2019POLITICA Scrivici 
Domenica 6 Gennaio 2019  10:54
I 91 ANNI DELLA BEFANA FASCISTA
I 91 ANNI DELLA BEFANA FASCISTA


Il Secolo ed Il Foglio ricordano che sono passati 91 anni dalla istituzione della Befana Fascista, un bell'esempio di solidarietà sociale dello Stato e della Politica, che ancora oggi si ricorda ed in parte si perpetua. Riportiamo proprio l'articolo di Pannullo sul Secolo che ripercorre la storia della Befana solidale dal 1928 ad oggi.

C’era una volta la Befana Fascista: un esempio di Stato solidale e popolare

C’era una volta la Befana Fascista: questa istituzione amatissima dagli italiani, e che ancora in certe forme si perpetua così come la pensò il fascismo, fu un vero colpo di genio, non di Mussolini, ma di Augusto Turati, l’allora segretario del Partito Nazionale Fascista.

Turati, oltre a essere un politico, era un giornalista, un o sportivo e un dirigente sportivo (tra l’altro fu anche direttore della Stampa di Torino): campione di scherma, fu presidente della Federazione Scherma, del Coni e del Comitato Olimpico Internazionale.

Moderato, era tuttavia un fascista della prima ora: dopo la partecipazione alla Grande Guerra come capitano (fu anche decorato) aderì infatti ai Fasci di Combattimento nel 1920 e al Pnf nel 1921. Divenne poi segretario bresciano del Partito, dove si distinse per la lotta a quei latifondisti che non rispettavano le normative fasciste in favore dei contadini.

Nel 1926 il Duce lo volle a capo del Partito , anche se non la pensavano in modo uguale su diverse questioni. Nel 1927, a quanto pare, Turati nel corso di un viaggio a Buenos Aires ebbe modo di osservare la Befana organizzata dall’Associazione lavoratori fascisti emigrati in Argentina, e volle riproporre la cosa in Italia. La Befana in quegli anni era un po’ in ribasso, anche se era sempre radicata nell’animo degli italiani.

Il fascismo, prendendola in mano e gestendola, ne fece uno egli avvenimenti più importanti e sentiti dell’anno. La cosa funzionava così: tutti i federali sensibilizzavano le imprese, le banche, i privati a donare beni e denaro per la Befana dei più poveri e e soprattutto dei bambini.

Le organizzazioni giovanili e femminili fasciste si occupavano dell’aspetto logistico, che si rivelò subito imponente, e il 6 gennaio mattina si teneva nelle locali Case del Fascio la solenne distribuzione di doni ai bambini figli delle classi meno agiate. Le distribuzioni si svolgevano anche per figli di lavoratori di determinate categorie: ferrovieri, postali, metalmeccanici, minatori, agrari, etc. Il Msi proseguì la tradizione con la Befana Tricolore

La prima di queste Befane si tenne il 6 gennaio 1928, e da allora non si è più interrotta. Nel 1935 cambiò denominazione in Befana del Duce, nel 1940 divenne Befana del Soldato e con la Repubblica Sociale Italiana tornò alla denominazione originaria Befana Fascista. Milioni di pacchi ogni anno venivano distribuiti ai più piccoli, e dalle foto che ci sono giunte era veramente una festa: giochi di ogni tipo, dai trenini ai soldatini, strumenti musicali, dolciumi, abiti, bambole, carrozzine, cibarie, e chi più ne ha più ne metta.

I federali inoltre provvedevano alla consegna riservata di somme di denaro ai capifamiglia più indigenti.

E dopo la guerra la tradizione non si interruppe neanche per un anno: tutte le categorie e le imprese avevano apprezzato il grande valore sociale delle Befane, le quali continuarono, come molti ricorderanno: le banche, i ministeri, le imprese più grandi organizzavano per i figli dei loro dipendenti delle spettacolari Befane, in alberghi o aule magne.

Ci piace infine ricordare che sin dal 1947 il Movimento Sociale Italiano organizzò le Befane tricolori, solitamente in cinema o hotel, in cui gli esponenti del partito come Turchi, Michelini, Tripodi, Caradonna o Tedeschi distribuivano ai bambini i doni. E spesso questi politici erano essi stessi i finanziatori di tutto.

E dopo proseguirono le Befane tricolori con Alleanza nazionale, il Pdl e oggi con Fratelli d’Italia e CasaPound. La Befana Fascista insomma vive ancora: in altre forme, con altri nomi, ma ancora regala felicità ai più piccini, con lo stesso spirito solidale e sociale con cui nacque nel 1928.

Antonio Pannullo (da Il Secolo d'Italia)

Domenica 6 Gennaio 2019  10:54


Stampa la notizia Invia ad un amico Inserisci commento

Ricerca personalizzata

UMBRIA: REGIONALISMO CRIMINALE

IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI

RINGRAZIA UN DOCENTE

FRANCIA: VINCERÀ IL MONDIALISMO

LE PIAZZE COLORATE E POLITICAMENTE CORRETTE

NON SONO DIRITTI

BUSKER EFSTIVAL A CARPINETO ROMANO
 
    

home | editoriale | interviste | primo piano | speciale | riferimenti | privacy | scrivici
Copyright © 2004 05 CONSULTA-FASTMEDIA - Tutti i diritti riservati