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Sabato 4 Agosto 2018  08:26
LEGGE MANCINO LEGGE CRIMINALE
LEGGE MANCINO LEGGE CRIMINALE


La legge Mancino è una legge criminale perché criminalizza la libertà di opinione ed in particolare la libertà degli ITALIANI di poter difendere la propria identità la propria sovranità.

Non è un caso che sia il parto malefico di un cattocomunista doc come Mancino, un concentrato di quella cultura servile nata dall’antifascismo che, da sempre, è comandata dai nostri nemici della seconda guerra mondiale, Usa e Russia in testa, che ci hanno colonizzato economicamente e politicamente, ma soprattutto ci hanno tolto ogni dignità nazionale.

La legge Mancino è lo strumento principe del potere mondialista, quello che fa capo alla finanza internazionale, al sionismo, quello che ci ricatta ogni giorno se tentiamo di ribellarci.

È un vero peccato che persino i grillini (ma Grillo dov’è?), nel momento che un ministro coraggioso come Fontana dice queste banali verità, non solo si smarchino ma pappagalleggino la peggiore cultura clericomarxista.

Gli Italiani, secondo la Legge Mancino, non possono criticare gli stranieri ma possono essere da loro offesi e dileggiati, perché il cattivo è sempre l’italiano.

Gli Italiani non possono parlare della propria storia con equilibrio perché solo gli antifascisti ne possono parlare.

Insomma, noi, secondo i cattocomunisti servi dello straniero, siamo STRANIERI IN PATRIA. Siamo nemici degli stranieri e quindi condannabili al carcere se diciamo loro di tornarsene a casa: lo ha detto la Cassazione!

Siamo secondi a tutti: ai tedeschi in AltoAdige (dove c’è una legge che privilegia la razza tedesca…), ai Francesi in Val d’Aosta (dove si sono distribuiti milioni di euro di vitalizi), agli Sloveni a Trieste (ma forse Fedriga qualche correzione la farà), non secondi ma terzi di fronte alla comunità ebraica che ci rimette in riga tutti i giorni (ma in Israele solo gli ebrei sono cittadini con pieni diritti…).

Insomma basta con la cultura della sconfitta e della sottomissione, sono passati 73 anni dalla fine della guerra ed i vincitori si sono dimostrati in questi decenni quello che sono sempre stati: occupanti avidi, criminali di guerra, insomma colonizzatori (cosa rimane di italiano in economia, oggi, nonostante le nostre capacità?).

Solidarietà piena quindi a Fontana: dall’abolizione della Legge Mancino può ripartire la dignità nazionale e la libertà del nostro popolo.

RIPORTIAMO I PASSI INFAMI DI QUESTA LEGGE (DaLa Stampa) :

Reclusione fino a un anno e 6 mesi - o una multa fino a 6 mila euro - per chi propaganda «idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico», oppure «istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi». Carcere da 6 mesi a 4 anni per chi, «in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».

Vietata anche l’organizzazione in gruppi In base alla legge Mancino, inoltre, «è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi»: chi partecipa a organizzazioni di questo tipo o «presta assistenza alla loro attività», è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. La pena è più severa - reclusione da uno a 6 anni - per coloro che «promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi».

Le disposizione di prevenzione

Nella legge, poi, sono previste «disposizioni di prevenzione»: chiunque, «in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali» di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che incitano a discriminazione e razzismo «è punito con la pena della reclusione fino a 3 anni»: con lo stesso articolo si vieta la propaganda fascista e razzista negli stadi, disponendo che «è vietato l’accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli» di tal genere e «il contravventore è punito con l’arresto da 3 mesi ad un anno». Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo e commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, o al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà. Reclusione da 6 mesi a 2 anni, infine, per «chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a 3 anni».

Lo capisce anche il più ignorante di diritto che con queste articolazioni, chiunque può essere ammanettato vista l’ampiezza della discrezione che viene data alla magistratura nell’applicare questa legge.

Sabato 4 Agosto 2018  08:26


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