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Domenica 8 Luglio 2018  10:45
PAGLIACCIATE
PAGLIACCIATE


PAGLIACCIATE Ci sono 18 milioni di Italiani a rischio povertà, le regole europee al servizio della globalizzazione ci strozzano, eppure c’è chi pensa, con il Rolex al polso da un giardino di Portofino oppure dalle sfarzose stanze del Vaticano, che il vero problema da risolvere è come far venire più stranieri possibile in Italia, come se non ce ne avessimo abbastanza: SONO IL 10%! SE VI SEMBRAN POCHI!

Ed allora vanno in piazza, vestiti appunto di rosso, i rimasugli del cattocomunismo, quello messo al potere dalla invasione angloamericana del 1945, quello che ci ha spolpati per 70 anni, noi, il popolo più ricco e civile d’Europa!

Spacciano questo per umanitarismo, ma per salvare vite in mare, lo sanno tutti, l’unica ricetta è che non si imbarchi nessuno e non ci siano navi prezzolate per favorire questa manovra di colonizzazione dell’Europa, opera della grande finanza, quella solita che ha vinto l’ultima guerra mondiale, ma che ora vuole stravincere distruggendo definitivamente tutti i popoli.

Questa grandiosa e strumentale pagliacciata non va quindi sottovalutata, è strumento del potere mondialista contro l’identità dei popoli.

Non va sottovalutato che tutta la stampa borghese (quella che si porta sotto braccio ai Parioli e nel centro di Milano) e le televisioni sia pubbliche che private siano schierate a favore della globalizzazione: i loro interessi sono internazionali e si basano sullo schiavismo della manodopera a basso costo.

L’hanno capito, anzitutto, i ceti popolari che, finalmente, girano le spalle ai sindacati e partiti cattocomunisti, oggi meglio definibili come radical chic, stile Bonino, per intenderci.

Oltre a queste pagliacciate diaboliche, ci sono poi le pagliacciate minori, quelle di chi si cerca di coprirsi con la coperta corta dell’antifascismo per mascherare il loro fallimento.

L’elenco sarebbe lungo e, purtroppo, parte da Roma, dove la fallimentare Raggi canta bella ciao in Comune ed il suo vice sindaco quasi sviene in Villa Torlonia perché lì aleggia la presenza di Mussolini. Solo che non si sono accorti, la Raggi ed il suo vice, che a Roma si respira aria di epoca fascista dappertutto per cui forse sarebbe bene si togliessero dai piedi, per la loro salute psicologica, naturalmente.

Sarebbe bene anche che ci spiegassero cosa ha fatto l’antifascismo a Roma, a parte via Rasella ed i linciaggi post occupazione anglo americana (e post marocchinate in Ciociaria),

Ci sono poi l’ANPI ed il PD che, propagandando odio a 73 anni dal 1945, stanno ottenendo l’ottimo risultato, dove ancora comandano, di impedire ai loro avversari persino di aprire un banchetto in piazza se non si dichiarano ferocemente antifascisti, CIOÈ DI PENSARLA COME LORO. Solo che a pensarla come loro ce ne sono sempre meno, neanche a Siena Terni Sesto San Giovanni ce ne sono più tanti…

Ed ancora a proposito di magliette rosse, leggetevi cosa manda a dire Alessandro di Battista, che non è, per fortuna, la Raggi! (vedi agenzia AGI di oggi).

Domenica 8 Luglio 2018  10:45


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