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Domenica 8 Febbraio 2015  23:06
BENITO DI MELLA IMPRENDITORE MONTEVARCHINO
BENITO DI MELLA IMPRENDITORE MONTEVARCHINO


BENITO DI MELLA IMPRENDITORE MONTEVARCHINO PREMIATO DAL SINDACO PER I SUOI 50 ANNI DI ATTIVITA’

LA SUA AVVENTURA E FORTUNA INIZIO’ CON UNA FUGA IN LAMBRETTA DA BENEVENTO VERSO MONTEVARCHI

Palazzo Comunale Montevarchi, lì 06.02.2015

Quella di Benito di Mella titolare della concessionaria Ford di Montevarchi è una storia bella ed appassionante, la storia di un uomo che ha saputo osare e giorno dopo giorno costruirsi un futuro che è stato ricco di successi imprenditoriali. In questi giorni Benito Di Mella è stato ricevuto dal Sindaco che lo ha premiato con una pergamena in riconoscimento degli oltre 50 anni di attività economica e imprenditoriale nel nostro territorio. Ma la sua storia inizia prima del 1964, anno in cui riuscì ad aprire la sua prima autofficina.

Inizia in una primavera del 1960, quando, neanche diciottenne, prende di nascosto la lambretta del padre e fugge da Benevento dove vive per raggiungere Montevarchi dove vive una sua sorella. In quei tre giorni che lui impiegò a raggiungere Montevarchi, Benito fu cercato da carabinieri e polizia e solo dopo il suo arrivò avvertì la famiglia. La sua fuga era dettata dal desiderio di trovare un lavoro che gli piacesse e fosse meglio pagato e il suo sogno erano comunque le officine di riparazione delle auto. Il primo lavoro fu presso l’officina della Simca di Papini, poi in un’officina a Levane per trasferirsi alla Fiat Bagiardi a San Giovanni Valdarno. Intanto aveva iniziato anche a condurre macchine a noleggio libero, prima con una fiat 600 e poi con la mitica 1100, portando persone a vedere gare sportive o giovani a ballare a Firenze. Ma quelli erano gli anni della costruzione dell’autostrada e finalmente arrivò l’assunzione di una delle ditte che lì lavorava per riparare camion.

Arrivò anche il primo stipendio vero, 120 mila lire al mese e una vita più agiata. La fuga di Benito aveva prodotto i risultati sperati, tanto che dal 1965 anche i suoi genitori lo hanno raggiunto a Montevarchi. Ma lui voleva di più e nel 1964, dopo il militare, Benito apre la sua prima officina a Montevarchi in via Trieste, 13. Dopo avvenne il primo trasferimento nella stessa via al numero 18 con un dipendente, poi in via Burzagli al n. 87 con tre dipendenti, fino all’attuale sede in via Marconi nel 1978 dove era arrivato fino a 13 dipendenti, oggi rimasti in 10, comunque sempre un bel numero, considerata la crisi che l’auto sta ancora attraversando. Di Mella è concessionario della Ford dal 1966, quando divenne officina autorizzata. Da allora il suo legame ormai cinquantennale con la casa produttrice americana, non si è mai interrotto.

Oggi la società di cui Benito è titolare , annovera tra i soci anche la moglie Coccoli Mara e i figli Alessio e Andrea. “Oggi il mercato dell’auto è completamente cambiato – spiega Benito – i prezzi sono imposti dalla case, non si hanno più margini per trattare con i clienti, tutti possono vendere qualsiasi marca di auto. Da alcuni anni siamo rimasti l’unica concessionaria autorizzata Ford nel Valdarno e dopo un 2013 disastroso, si vede solo ora un accenno di ripresa che fa ben sperare per il futuro”. Il suo legame con Montevarchi non è stato solo quello imprenditoriale, ma anche quello legato allo sport. Dirigente dell’Aquila Calcio già nel 1965 (quando ancora la sede era in via Roma), Benito è sempre stato legato alla squadra della sua città e ancor di più dopo quando suo figlio Alessio è diventata una delle bandiere dell’Aquila Calcio e un ottimo giocatore professionista. Oggi la passione continua ancora e anche negli ultimi anni Benito ha dato una mano all’attuale società per cercare di tornare ad un buon livello calcistico.

Ha anche un nipote che prova a seguire le orme del padre e di cui si dice un gran bene. Vedremo, se son rose fioriranno. Resta però la bella avventura di Benito Di Mella, imprenditore montevarchino con alle spalle oltre 50 anni di operosa attività, iniziata in una giornata di primavera quando fuggì da Benevento in lambretta verso quella che fu certamente una fuga audace e fortunata.

Pierluigi Ermini

Domenica 8 Febbraio 2015  23:06


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