Sabato 21 Luglio 2012 16:22
TURISMO AD AREZZO: IDEE DEL CENTRO GUIDE
TURISMO AD AREZZO: IDEE DEL CENTRO GUIDE
Arezzo. Il Centro Guide Arezzo e provincia stila l’indagine dei primi sei mesi di attività 2012
IL TURISMO ARETINO VISTO DALLE GUIDE:
SEMPRE MENO ITALIANI, TORNANO GLI INGLESI
Il 50% dei gruppi che visitano la provincia di Arezzo con l’aiuto di una guida viene dall’estero: in testa francesi (ma in diminuzione rispetto al 2011) e inglesi. Seguono tedeschi e spagnoli. Tra i nuovi arrivi, polacchi e brasiliani, ma il turismo organizzato italiano crolla. Veneti, lombardi ed emiliani si confermano i connazionali più affezionati all’aretino. I contraccolpi del sisma in Emilia Romagna. Forte crisi del turismo scolastico. 70 anni l’età media dei visitatori. Diminuzione del numero medio dei componenti per gruppo: dai 45 del 2002 ai 25 del 2012. Tra le mete più visitate Cortona e Arezzo. La pubblicità di film e telenovelas tra i motivi che spingono a visitare il territorio. Il 99% dei gruppi pernotta fuori provincia, il 70% ci dedica solo mezza giornata. Tra i nodi critici del 2012, la mancanza di eventi espositivi di rilievo. Tra le idee lanciate dall’associazione delle guide: “puntare sul turismo delle crociere e avviare una collaborazione più stretta con le Regioni limitrofe”. ________________________________________
Il 50% dei gruppi che visitano la provincia di Arezzo parla straniero, contro il 15% di dieci anni fa. Ma non è l’effetto di un vertiginoso aumento dei turisti dall’estero. Piuttosto, è il risultato del crollo vertiginoso del turismo organizzato italiano, effetto della crisi che attanaglia l’economia interna, oltre che della mancanza di politiche promozionali e di eventi forti sul nostro territorio.
È questo il primo risultato dell’indagine effettuata dal Centro Guide Arezzo e provincia sulla base dei primi sei mesi di attività del 2012.
Secondo l’associazione delle guide turistiche aretine, sette gruppi su dieci restano da noi per un massimo di mezza giornata, dedicandola alla visita di una sola meta. Due restano una giornata intera, solo uno su dieci allunga la permanenza ad un massimo di tre giorni. E, dato preoccupante, il 99% dei gruppi pernotta fuori provincia, scegliendo alberghi a Montecatini, poi a Chianciano Terme e a Perugia, nonostante l’ottimo rapporto qualità/prezzo delle strutture ricettive provinciali.
Fra gli stranieri, i cugini d’Oltralpe sono i più affezionati all’aretino ormai da almeno quattro anni, sebbene in lieve calo rispetto al 2011, seguiti a ruota, ma solo da quest’anno, dagli inglesi, che sembrano ormai stanchi del Chiantishire e alla ricerca di un volto più autentico della Toscana. Dopo francesi e inglesi, al terzo posto nella classifica delle provenienze stanno i tedeschi, ma in diminuzione, poi gli spagnoli, che tuttavia da maggio, complice l’accrescersi dei problemi economici interni al Paese del flamenco, hanno cominciato a contingentare i loro arrivi. Fidelizzati poi i giapponesi, benché le loro presenze siano ancora piuttosto contenute.
Ad affacciarsi sul mercato locale sono i turisti polacchi (una ventina i gruppi passati dal Centro Guide da gennaio ad ora), poi i brasiliani e i russi, anche se per adesso arrivano solo in gruppi formato famiglia, di massimo 4 o 5 componenti. Stesso discorso per gli americani, che ormai dalla metà del Duemila sembrano privilegiare in Toscana solo le città più famose come Firenze e Pisa. Pochi – in media sette persone per gruppo – quelli che si avventurano in provincia di Arezzo affidandosi ad una guida esperta. Le mete privilegiate dai visitatori targati US restano Cortona (90%) e Arezzo. Nessun interesse invece per il resto delle vallate.
Arezzo e Cortona sono le mete più richieste per le visite guidate anche dalla maggior parte degli altri turisti stranieri, francesi e inglesi in primis. La Valtiberina del percorso pierfrancescano viene richiesta dai giapponesi, che nel 2012 hanno però cominciato ad inserire negli itinerari il Casentino con La Verna.
“Il Centro Guide Arezzo e provincia è il primo gruppo di guide in tutta la Toscana ad aver effettuato un monitoraggio così approfondito sul turismo in arrivo, e, soprattutto, a volerne condividere i risultati con il territorio”, sottolinea la presidente Adina Persano, che a livello regionale ricopre anche l’incarico di presidente dell’Associazione Guide Turistiche della Toscana, “vorremmo che i risultati servissero agli amministratori e agli operatori per capire meglio la realtà e, magari, progettare interventi mirati a sostegno del comparto”.
“Le nostre stime”, chiarisce la Persano, “si riferiscono solo al turismo organizzato che richiede servizi di visita guidata. Non sono dunque esaustive dell’intero fenomeno. C’è una buona fetta di gruppi che sfugge alla nostra indagine, sia perché si muove in autonomia sul territorio, sia perché è accompagnato da una guida del Paese di origine, non sempre autorizzata a svolgere la nostra professione. Anche perché, mi sia legittimo il commento, mi domando cosa una guida slovena, ad esempio, che viene per la prima volta da noi senza aver superato un esame abilitante, possa sapere e dire della nostra storia”.
Tra i punti critici dell’indagine targata Centro Guide il crollo del numero totale dei partecipanti alle singole visite: se dieci anni fa un gruppo medio contava 45 persone, ora ne conta un massimo di 25. E sono purtroppo sempre più numerose le agenzie di viaggio che non riescono a raggiungere il numero minimo per far partire il tour, dando quindi disdetta dei servizi prenotati. Ad alzare la media ci pensano per fortuna gli stranieri: “se i gruppi italiani sono sempre più piccoli, quelli europei, inglesi e francesi in particolare, viaggiano ad una media di 40 persone ciascuno”, aggiunge la presidente.
Veneti, lombardi ed emiliani si confermano i connazionali più legati all’aretino. “Purtroppo il terremoto in Emilia ha ridimensionato drasticamente gli arrivi da quella Regione, che è un bacino importantissimo per noi. Gli effetti sono stati immediati: molti i viaggi cancellati ed è prevedibile che la situazione resterà tale ancora per molto tempo. Un vero peccato: gli emiliani sono turisti attenti, rispettosi, esigenti e culturalmente preparati. Una soddisfazione lavorare con loro!”.
L’età media dei turisti che viaggiano in gruppo è di settanta anni. “Si tratta di pensionati con un buon potere di spesa. Il timore è che questo turismo degli ‘over 60’ sarà messo a dura prova nei prossimi anni sia dalla riforma del sistema pensionistico sia dalla crisi. Di fatto ora rappresenta il 95% del turismo organizzato sia italiano che estero”.
Tra i motivi principali che spingono i turisti a venire nel nostro territorio ci sono per gli italiani le risorse culturali (con i “soliti” Piero della Francesca, Beato Angelico e i percorsi archeologici cortonesi), per gli stranieri invece programmi televisivi o film che sono stati girati dalle nostre parti. “Cortona è ancora richiestissima dagli anglosassoni per il libro della Mayes “Under the Tuscan Sun” e il film che ne hanno tratto”, dice Adina Persano, “i brasiliani vanno pazzi per la telenovela ‘Pasion’, girata sempre nelle campagne cortonesi. E, ancora, il concerto cortonese del violinista Andrè Rieu è scolpito nella memoria di francesi, inglesi e americani. Peccato per Arezzo: “La vita è bella” ormai non la associa quasi più nessuno alla città. Ma ci sarebbero margini per costruirci intorno molte iniziative”.
Da notare come i gruppi che visitano Arezzo solitamente proseguano per l'Umbria: “quasi che non percepissero il nostro territorio come Toscana”, dice la Persano, “è un fenomeno comune a italiani e stranieri: andrebbe studiato meglio e magari anche sfruttato costruendo programmi interregionali con l’Umbria”.
Sul versante del turismo scolastico, le guide aretine innalzano il De profundis: “le scuole si muovono poco per vari problemi, quelle poche che si muovono riducono all’osso i costi tagliando quello per la guida. Ma è vero anche che se vogliamo portare i giovanissimi da noi dobbiamo inventarci nuovi incentivi, come offrire più servizi o migliorare la promozione di mete didattiche come i percorsi archeologici o naturalistici. È sconfortante accorgersi che quasi nessuno dei nostri connazionali sa che abbiamo un Parco nazionale in provincia…”.
Rispetto alla maggior parte delle città toscane (in testa Pisa, Firenze, Siena, Livorno e Lucca), Arezzo sconta il fatto di essere tagliata fuori dal cosiddetto “turismo crocieristico”, ovvero quel fenomeno che porta ogni anno decine di migliaia di passeggeri delle navi crociera attraccate nei porti liguri e toscani a fare visite e shopping anche nell’entroterra. “Non è questione di lontananza dal mare, perché Siena non è meglio raggiungibile di Arezzo dal porto di Livorno o da quello di La Spezia. È una questione di strategie promozionali e di contatti, che andrebbero attivati con le società che organizzano l’intrattenimento nelle crociere, escursioni comprese. È una tipologia di turismo che alimenta i periodi di bassa stagione e sarebbe una vera manna anche per la rete commerciale e artigianale”, dicono dal Centro Guide.
Altro fenomeno che lascia la provincia di Arezzo ai margini è l’esplosione turistica dei Paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), che garantiscono nuova linfa invece a Siena e Firenze: “se brasiliani e russi cominciano a farsi vedere anche da noi, benché preferiscano di gran lunga lo shopping alle visite culturali, cinesi e indiani per ora ci snobbano per città più grandi”.
“In questi mesi sentiamo la mancanza di eventi espositivi forti”, conclude Adina Persano, “così come si sente affievolirsi sempre più l’effetto della promozione fatta negli anni scorsi attraverso la stampa nazionale ed estera. Il turismo è un mercato volubile e con la memoria corta. Se non si ripetono i messaggi c’è il rischio di finire dimenticati”.
Sabato 21 Luglio 2012 16:22
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