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Lunedì 7 Maggio 2012  23:51
IL CROLLO DELLA POLITICA NELL'ITALIA COLONIA
IL CROLLO DELLA POLITICA NELL'ITALIA COLONIA


Roma. Il disfacimento del Pdl ed il ridimensionamento della Lega chiudono un periodo che data dal 1994, anno in cui Berlusconi, con i suoi soldi, si comprò due partiti vincenti, Msi e Lega, e grazie ad un altro deputato missino, Domenico Mennitti, fondò Forza Italia.

La non poltica, la semplice amministrazione del tessuto economico piccolo borghese italiano, fu la brillante ma fragile idea di Berlusconi.

In un paese, schiavizzato dai vincitori del 1945, che prendeva ordini da Washington, dal Vaticano e da Mosca, sembrò a molti che Berlusconi potesse portare, quanto meno, un po' di libertà e di indipendenza economica.

E, forse, Berlusconi ci ha persino creduto, quando se ne è andato a farsi amico Putin e non è un caso che, oggi, giorno della scomparsa del Pdl, proprio alla corte di Putin fosse.

Ma quando un progetto ha solo ispirazione nell'economia, senza coinvolgere il popolo, prima o poi si sgonfia.
Ed in questo caso, la fine del personaggio Berlusconi non poteva che portare alla fine del Pdl ed al ridimensionamento della Lega.

Solo che in Italia, il secondo dei paesi schiavi dei vincitori (l'altro è la Germania), fatto fuori il Msi, non esiste, oggi, un partito dei patrioti.

A noi, a parte gli sfoghi grilleschi, non può essere consentito, in quanto schiavi, di rivendicare autonomia ed indipendenza.

Così assistiamo, invidiosi ma impotenti, alle reazioni di orgoglio, talvolta sisistrorse talaltra nazionaliste, che si manifestano in Francia, in Olanda, in Grecia, in Ungheria.

Noi staremo invece a guardare, commissariati dai banchieri che sono all'ordine dei Banchieri veri: Warburg Rotschild Goldmann Sachs Lazard..., cioè tutti quelli che dominano la Federal Reserve, che a sua volta domina la Germania, che a sua volta domina la Bce, che a sua volta domina la Banca d'Italia, che a sua volta è dominata dalle banche italiane, che a loro volta si conformano ai voleri della finanza internazionale.

Ma un conato di vero orgoglio nazionale, di rivendicazione di una tradizione nazionale e sociale che parte da... Giulio Cesare ed arriva fino al nostro XX° secolo, chi ce l'ha?

Qualcuno si sfogherà con Grillo, qualche altro tornerà a rifugiarsi nel Vaticano che domina tutte le grandi banche italiane (Banca Intesa Monte dei Paschi Unicredit tutte le Casse...).

Speriamo ci sia ancora qualcuno che ricordi che in Italia, qualche tempo fa, LE BANCHE FURONO NAZIONALIZZATE, le grandi aziende furono partecipate e, primi al mondo, abbiamo date le pensioni e l'assistenza a tutti, senza dimenticare le quarant'ore settimanali.

Ellezeta

Lunedì 7 Maggio 2012  23:51


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