Domenica 8 Aprile 2012 21:39
ISRAELE VUOLE CENSURARE ANCHE GÜNTER GRASS
ISRAELE VUOLE CENSURARE ANCHE GÜNTER GRASS
In 12 paesi d'Europa criticare Israele ti fa finire in prigione, anche senza prove perché Israele è uno stato inventato, sì, ma da dio.
Günter Grass, ultraottantenne, sarà messo in galera come Horst Mahler? Ma gli uomini liberi saranno con lui che ha rotto il silenzio in un paese, la Germania, in cui la libertà d'opinione è stata cancellata, dai vincitori, sessantasette anni fa. Riprendiamo da Rinascita la coraggiosa poesia di denuncia di Israele (e della Germania, complice, di oggi). Ellezeta
Roma (Da Rinascita). Con una poesia pubblicata il 4 aprile dalla ‘Sueddeutsche Zeitung’ lo scrittore Günter Grass e premio Nobel per il 1999, ha calato un fendente sui rapporti tra Israele e l’Iran e ha scatenato una tempesta di polemiche in Germania. Qualche anno fa, lo stesso Günter Grass (foto), icona dell’intellighentsia “liberal di sinistra” tedesca aveva già fatto scandalo: di fronte alla scoperta del suo passato nazionalsocialista, era stato costretto a fare pubblica ammenda per aver taciuto quei “precedenti” politicamente scorretti e che confliggevano con le sue contemporanee concezioni della società democratica.
Come un altro intellettuale tedesco, Horst Mahler – un avvocato già leader della Raf, la Frazione dell’Armata Rossa passato a rivendicare la dignità e l’identità tedesca nei ranghi del Npd e quindi da libero ricercatore revisionista e per questo oggi ristretto in carcere per “crimini di pensiero” - anche Günter Grass ha toccato un argomento proibito con il suo “grido di dolore” (Ein Aufschrei): una poesia titolata “Ciò che va detto”. Ha chiesto alla Germania di non fornire altri sommergibili a Israele che già minaccia “un attacco preventivo” e che potrebbe lanciare missili con testata nucleare contro l’Iran; Grass sostiene infatti che l’arsenale atomico, già esistente, di Israele rappresenta una minaccia più seria della soltanto “possibile” atomica iraniana. Nella poesia Grass critica anche la politica tedesca rimproverando a Berlino di aver venduto e continuato a vendere armi letali a Israele (recentissima la fornitura di un quarto sommergibile “Dolphin” a Tel Aviv).
Contro Grass si sono sollevate subito le critiche del presidente del Consiglio ebraico tedesco, Dieter Graumann ,dell’amabsciatore israeliano in Germania Emmanuel Nahshon e dei “sayanim” – gli informatori corretti” a ruolo nei media e nella cultura della Rft – e il Nobel per la Letteratura è stato accusato di “demonizzare Israele”. Al coro anti-Grass si sono aggiunte le voci di porta parole della Cdu e della Spd. Di tutto l’apparato politico sociale tedesco, insomma. Unica voce controcorrente quella della Linke (la Sinistra); il deputato Wolfgang Gehrcke ha dichiarato che Grass ha avuto “il coraggio di dire cose che continuano ad essere taciute”.
Ecco di seguito la traduzione a senso della poesia incriminata.
Quello che deve essere detto
Ho lasciato troppo a lungo
sotto silenzio quanto è palese
e si trasforma in giochi di guerra
che ci vedono, da sopravvissuti,
tutt´al più come delle note a margine.
C’è chi afferma il diritto
di un attacco preventivo
che potrebbe cancellare
il popolo iraniano
- spinto da un millantatore
al consenso organizzato -
perché si presume che l’Iran
possa dotarsi di una bomba atomica.
Mi chiedo perché mi autocensuro
E non chiamo per nome l´altro paese,
che però da anni
- anche se coperto da segreto -
dispone di un crescente potenziale
nucleare, però fuori controllo,
perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?
Il silenzio di tutti su tale stato di cose,
che assoggetta lo stesso mio silenzio,
ormai lo sento
come un’opprimente menzogna
e come una inibizione a parlarne
perché saremmo puniti,
se non se ne tiene conto,
con una condanna
per «antisemitismo»:
ormai una sentenza d’uso corrente.
Ora però, poiché dal mio Paese
- gravato da crimini esclusivi
che non hanno paragone
e sempre costretto a giustificarsi -
per puri scopi commerciali,
(anche se la si dichiara
una semplice «riparazione»),
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile,
la cui qualità è lanciare
missili distruttivi proprio là
dove l’esistenza
di una sola bomba atomica
non è nemmeno provata,
dico quello che deve essere detto.
Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di contestare un fatto
dichiarato verità dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato.
Perché dico soltanto adesso,
da vecchio,
versando l´ultimo inchiostro
che la potenza nucleare di Israele
minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto.
Domani potrebbe
già essere troppo tardi.
E noi - tedeschi con sufficienti colpe
a carico -
potremmo diventare i fornitori
di un crimine prevedibile
e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.
E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli;
perché è auspicabile
che in molti si affranchino dal silenzio.
Esortino alla rinuncia
il promotore di un pericolo manifesto
e insistano perché un controllo
libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi
di entrambi i paesi
tramite un’istanza internazionale.
Soltanto così per tutti,
israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini
che vivono spalla a spalla da nemici
in quella regione occupata dalla follia,
ci sarà una via d´uscita,
e in fin dei conti anche per noi. Domenica 8 Aprile 2012 21:39
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