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LO STORICO ITALIANO CARLO MATTOGNO Sabato 24 Ottobre 2009  22:22
SOLIDARIETÀ AL PROF. CARACCIOLO
SOLIDARIETÀ AL PROF. CARACCIOLO


Il prof. Antonio Caracciolo è un filosofo romano, insegnante universitario, profondo conoscitore di Carl Schmitt di cui ha pubblicato e commentato l'opera. Ma è soprattutto un uomo coraggioso che non si fa intimidire dai falsari. Lo sta dimostrando in questi giorni, in cui, con ironia e saggezza, sta ridicolizzando Repubblica e tutti gli scherani che lo vorrebbero far fuori in nome della unica religione mondiale che non può essere discussa, la "holocaustica religio". Chi dirige le danze è il solito Pacifici, il capo della comunità ebraica romana, l'uomo che detta la linea al sindaco di Roma, a gran parte della stampa romana, persino al governo, persino alle più alte cariche dello stato. Grazie, prof. Caracciolo, la tua intelligenza li seppellirà!

Roma - Il mite professore Antonio CARACCIOLO sta mettendo ko l'intero apparato della menzogna storica, Repubblica e comunità ebraica di Roma in prima fila. Non basteranno le minacce di Alemanno e del Rettore Frati (quello che "a Dachau c'è stato a sedici anni...") a fermare la testa pensante di Antonio Caracciolo che, da qualche anno, con profonde analisi si chiede su quali basi si fondi la leggenda olocaustica.

E, ovviamente, da storico serio, sta smontando, con decine di articoli sui suoi blog, la fragilissima consistenza della storia ufficiale sulla seconda guerra mondiale.

Ci sono, a pochi giorni dal tentato linciaggio di Repubblica, seguito dall'incitazione al suo licenziamento da parte del già evoliano Alemanno e del Rettore Frati, decine di commenti autorevoli a difesa della libertà intellettuale di Caracciolo.

Crediamo sia giusto riportarne due che sono forse i più significativi, perché rappresentano, in Italia ed in Francia, le punte di diamante della libertà di pensiero: Carlo Mattogno e Serge Thion. Due persone a cui dobbiamo molto e che stanno mettendo in seria crisi, insieme a centinaia di altri liberi pensatori, il pensiero mondialista, quello che fa capo ad Usa ed Israele.

CARLO MATTOGNO: "LA REPUBBLICA DEL LINCIAGGIO"

Il 22 Ottobre La Repubblica ha pubblicato un articolo di Marco Pasqua che reca il titolo, in prima pagina, “Il prof alla Sapienza: l’Olocausto non esiste”, a p. 25, “L’Olocausto è una leggenda” prof negazionista, shock alla Sapienza”[1].

Un piccolo gioiello di propaganda disinformatrice e forcaiola, un piccolo detonatore creato ad arte per far esplodere la bomba mediatica con la penosa sequela di personaggi pubblici “indignati” che profondono le loro insulsaggini contro il malcapitato professore. Una vera “Informazione Corretta”, che finalmente si prende la sua vendetta contro chi metteva a nudo le sue puerili menzogne.Bisogna anzi lodare la pazienza dei “Corretti Informatori”, che hanno atteso oltre due anni prima di procedere, dopo aver tentato di stroncare Caracciolo con tutto il loro raffinato repertorio di calunnie. L’articolista mostra di averne tratto profitto: due titoli, due falsi!

Caracciolo non ha mai detto “l’Olocausto non esiste” (caso mai: non è esistito), e neppure “l’Olocausto è una leggenda”. La prima sentenza è una creazione del giornalista o della redazione, la seconda è tratta dal blog di Caracciolo Clubtiberino. Nel suo articolo appare lo stralcio iniziale di un testo di Caracciolo, creato il 21 ottobre 2006, dal titolo “La leggenda dell’Olocausto: riapertura di un dibattito”[2], che solo in perfetta malafede si può chiosare con “l’Olocausto è una leggenda”. Testo diretto, guarda caso, contro i “Corretti Informatori”!

Caracciolo vi spiega in modo inequivocabile sia il significato del titolo, sia la sua posizione:
«Il tema del “cosiddetto Olocausto” era per me poco più di una curiosità intellettuale, ma dopo gli incredibili attentati alle libertà democratiche a proposito del caso teramano, che è soltanto un fatto di provincia, diventa per me un obbligo morale conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby. Per l’uso dell’espressione “cosiddetto Olocausto” posso rinviare allo storico ebreo Sion Segre Amar, ma i miei iniziali ed autonomi intendimenti non erano di “negare” alcunché: sulla semplice espressione linguistica si è costruita un’incredibile polemica da caccia alle streghe finita su uno dei maggiori quotidiani d’Italia!

Le mie espressioni esprimevano soltanto l’incomprensibilità linguistica e storica di un termine a valenza religiosa e la mia riluttanza e fastidio ad utilizzarlo per definire un semplice “sterminio” di popolazioni, ammesso che vi sia stato. Non immaginavo le reazioni che avrei scatenato. Invece “leggenda” vuole alludere ad un misto di verità confuso con falsità e soprattutto strumentalizzazioni. Potrei anche usare l’espressione “mito” nel senso soreliano. Infatti, non mi pare dubbio che sull’Olocausto il neo stato d’Israele abbia inteso fabbricare il suo mito fondativo. Ed i miti, si sa, non bisogna toccarli e disturbarli».

Evidentemente per certa gente il dubbio è già negazione, come per i “Corretti Informatori” qualunque dubbio sulla politica israeliana è un intollerabile atto di antisemitismo. In tale contesto, l’espressione “La leggenda dell’Olocausto” è una evidente provocazione pour épater les Correcteurs. Nell’articolo di Pasqua appare anche una mia fotografia con questa didascalia: “Carlo Mattogno. È il massimo esponente italiano della corrente: nega che vi siano state azioni naziste per sterminare ebrei e zingari”. Questo mio accostamento al prof. Caracciolo non è semplicemente “ideologico”, come vorrebbe dare ad intendere l’articolista. Coerentemente coll’impegno espresso due anni or sono di «conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby», il prof. Caracciolo ha infatti ospitato nel suo blog alcuni miei scritti. I più importanti sono questi:
Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/01/carlo-mattogno-raul-hilberg-e-i-centri.html (in PDF: http://vho.org/aaargh/fran/livres8/CMhilberg.pdf)
Una serrata critica storico-metodologica del “classico” per eccellenza della letteratura olocaustica. · «L’irritante questione» delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad… Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty. Edizione riveduta, corretta e aggiornata http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza (in PDF: http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf)
Risposta alle favole storiche di questa specialista in fiabe. «La verità sulle camere a gas»? Considerazioni storiche sulla «testimonianza unica» di Shlomo Venezia
http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza (in PDF: http://www.aaargh.com.mx/fran/livres8/CMVENEZIA.pdf)
Anatomia di una pretesa “testimonianza unica” su Auschwitz. I “nuovi” documenti su Auschwitz di Bild.DE: Una bufala gigantesca. 12 Novembre 2008. http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#mtdiciannove (in PDF: http://www.aaargh.codoh.info/fran/livres9/MattognoBild.pdf)
La storia farsesca di “nuovi” documenti su Auschwitz già noti vent’anni fa e reinterpretati in modo ingannevole. · Netanyahu all’ONU http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/carlo-mattogno-netanyahu-allonu.html L’olocausto visto da Netanyahu (povero olocausto!)
Nel contesto attuale, merita un rilievo particolare l’articolo La “Repubblica” della disinformazione, http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-la-repubblica-della.html nel quale ho già dato ampiamente conto dell’arroganza e dell’ignoranza di questo giornale sulla tematica olocaustica.

Ciò che si rimprovera al prof. Caracciolo, più ancora di aver pubblicato questi scritti, è di averli letti e di non avervi trovato traccia di quei «folli principi» di cui sproloquia gente che a stento ne ha letto i titoli.

Ciò non significa che egli sia un “negazionista”: è solo una persona onesta che si batte per la libertà di espressione. Se la redazione de La Repubblica è tanto certa che le tesi revisionistiche siano folli, lo dimostri sul piano storiografico. Metto in campo un buon oggetto per la sua indagine: il mio recente studio di 715 pagine Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli “indizi criminali” di Jean-Claude Pressac e sulla “convergenza di prove” di Robert Jan van Pelt. (Effepi, Genova, 2009). Ecco un’ottima occasione per verificare se questi fieri propugnatori della realtà storica dell’olocausto sono persone serie e credibili oppure degli emeriti buffoni.
[1] In linea: http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/prof-olocausto/prof-olocausto.html
[2] In: http://clubtiberino.blogspot.com/2006/10/la-leggenda-dellolocausto-riapertura.html

SERGE THION: "LA MEUTE EST LÂCHÉE"

La presse italienne se déchaîne, depuis le 22 octobre dernier, contre un nouveau bouc émissaire. Le professeur Antonio Caracciolo enseigne la philosophie du droit à l'université romaine La Sapienza. En dehors de son enseignement et de ses traductions — c'est un spécialiste du philosophe allemand Carl Schmitt — il rédige toutes sortes d'articles pour une trentaine de blogs. Il reste très proche de ses racines calabraises et s'engage en politique dans le mouvement dirigé par Berlusconi. Ses idées sont donc connues depuis longtemps; c'est un penseur de droite, marginal mais actif dans les mondes universitaires, politiques et intellectuels.

Il a noté depuis longtemps que les révisionnistes de l'Holocauste sont presque partout réprimés alors que les questions qu'ils ont posées restent sans réponse. Il précise qu'il n'est lui-même ni historien ni révisionniste, mais que les principes de la démocratie politique voudraient qu'ils puissent s'exprimer, et être réfutés. Il est régulièrement dénoncé dans certaines publications de la communauté juive italienne comme révisionniste et antisémite. Tout cela serait de l'ordre de la routine dans les querelles qui animent la vie romaine si, brusquement, le "cas Caracciolo“, n'avait été mis en épingle dans deux articles de La Repubblica.([1])

Il y est dénoncé, violemment, comme un négateur de l'Holocauste, un corrupteur de la jeunesse, un faux professeur qui doit être chassé de son poste dans les plus brefs délais.

Le maire de Rome, Gianni Alemanno, était un fasciste connu jusqu'à son élection à la mairie de Rome en avril 2008. Touché par la grâce démocratique, il est devenu un antifasciste convaincu et un grand ami et protecteur de la communauté juive de Rome. Il est à la tête des détracteurs de Caracciolo et réclame sa mise à pied aux autorités universitaires. Toute la presse en parle. Les tambours battent. La chasse est lancée.

Pourquoi et comment un modeste chercheur comme Caracciolo se trouve-t-il dans l'œil d'un cyclone qu'il n'a pas vu venir ? Depuis plusieurs mois, la vie politique italienne est l'arène d'un affrontement gauche-droite où se défient des groupes de presse qui raclent les fonds de tiroirs pour lancer des attaques contre leur adversaire. La Repubblica, de centre-gauche, a lancé des attaques d'une violence inouïe contre le premier ministre Berlusconi, sur le thème de ses relations féminines, exposées avec complaisance par lui-même.

Un quotidien proche de Berlusconi, Il Giornale, multiplie les insinuations, les critiques acerbes et les insultes contre les gens de gauche qui soutiennent La Repubblica, à qui il cherche des poux dans la tête. Comme la gauche est en pleine déliquescence et que la droite est fragmentée en factions rivales qui se guettent, l'atmosphère devient irrespirable. La Repubblica vient donc de trouver un bouc émissaire en la personne de Caracciolo, militant calabrais du berlusconisme, en espérant sans doute mouiller les pontes du parti dans la défense d'un homme présenté comme indéfendable. Tous les hommes politiques se comportent comme s'il existait en Italie une loi Gayssot qui permette de censurer et de chasser l'intrépide chercheur. Or, malgré les efforts de certains, il n'existe pas de loi de ce genre. L'idée en a même été repoussée en 2007, à la suite d'une puissante protestation des historiens et des juristes italiens. Prodi, chef de la coalition de centre-gauche, a dû reculer.

Le cas Carracciolo montre que la liberté d'opinion est très concrètement menacée en Italie, comme plusieurs affaires mineures l'ont montré depuis deux ou trois ans. Il cache mal aussi les intrigues savamment entretenues par les organes de la communauté juive pour établir un régime juridique nouveau où le sionisme et ses entreprises seraient enfin mis sous le sceau du tabou. Or toutes les forces politiques, autrefois manipulées par les services américains, sont maintenant téléguidées par l'ambassade israélienne. Si un élan démocratique devait déjouer ces projets hégémoniques, ce devrait être en dehors des forces politiques organisées qui sont, il faut le dire, prêtes à rendre l'âme.

Ellezeta

Sabato 24 Ottobre 2009  22:22


Nella foto: LO STORICO ITALIANO CARLO MATTOGNO


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   I commenti dei lettori
   inviato da nemo profeta il 27 Ottobre 2009 02:52
Vorrei commemorare brevemente alcune vittime dell’olocausto. Persone miti, uomini di scienza, perseguitati, condannati, incarcerati, aggrediti o costretti all’esilio in nome di un’ideologia cieca e feroce.
Perché simili orrori non si ripetano mai più. Per non dimenticare.

Robert Faurisson – Storico francese, ex insegnante di letteratura presso l’Università di Lione, è il più noto e il più combattivo degli studiosi revisionisti. Nel 1960 era rimasto scandalizzato da un articolo pubblicato su Die Zeit da Martin Broszat in cui si affermava che le camere a gas naziste nel territorio dell'Antico Reich non erano che un’invenzione propagandistica. Documentatosi allo scopo di dimostrare che Broszat si sbagliava, finì per scoprire che aveva invece tutte le ragioni del mondo. Nel 1974, dopo aver studiato e riflettuto a lungo, si decise a rendere noto ciò che aveva scoperto. Da qui ebbero inizio la sua “carriera” di revisionista e le persecuzioni nei suoi confronti, che proseguono tuttora. E’ stato aggredito almeno 10 volte da ebrei o da fanatici sostenitori dell’olocausto, riportando in un caso la frattura della mascella. In alcune occasioni ha rischiato di essere assassinato. Gli è stata tolta la cattedra universitaria ed è stato privato della pensione. La persecuzione è stata anche processuale e il numero di processi che Faurisson ha dovuto subìre in Francia è ormai incommensurabile. Fu il primo a pubblicare i disegni tecnici degli obitori di Auschwitz e a studiare il funzionamento delle presunte “camere a gas”, cosa che i sostenitori del dogma olocaustico non si erano mai curati di fare. Fu consigliere e consulente di Ernst Zundel durante il suo processo in Canada, dove riuscì a sbugiardare per la prima volta in un pubblico dibattimento il padre della tesi “sterminazionista”, Raul Hilberg, evidenziando le sciocchezze contenute nel suo celebre libro “La distruzione degli ebrei d’Europa”. Nel maggio del 2007, invitato ad un pubblico dibattito presso l’Università di Teramo dal professor Claudio Moffa, è stato aggredito da un gruppo di fanatici definitisi “figli di deportati ebrei” che gli hanno impedito di parlare.

Norman Finkelstein – Americano, studioso di dinamiche politiche, figlio di ebrei deportati in campo di concentramento durante il nazismo, ha scritto numerosi saggi e articoli sul conflitto israelo-palestinese, evidenziando le violenze e le menzogne propagandistiche israeliane. Nel suo libro L’industria dell’Olocausto ha evidenziato – basandosi anche sui ricordi e sui racconti dei suoi genitori – l’uso spregiudicato e distorto che il sionismo ha fatto della sofferenza ebraica e del mito dell’olocausto allo scopo di giustificare la politica israeliana e di ottenere risarcimenti enormi dal popolo tedesco, risarcimenti che continuano ancora oggi ad essere versati. Contro i suoi libri e le sue ricerche, il sionismo scatenò una campagna aggressiva e diffamatoria, servendosi del “mastino” dell’ebraismo integralista, Alan Dershowitz. Dopo una lunga battaglia, Dershowitz riuscì ad ottenere che a Finkelstein fosse tolta la cattedra alla DePaul University di Chicago. La decisione di negare a Finkelstein l’insegnamento universitario fu presa dal preside della DePaul, Dennis Holtschneider, nonostante l’opposizione del Dipartimento di Scienze Politiche e della maggioranza degli studenti. Pochi giorni fa, Finkelstein ha tenuto una serie di conferenze in Libano, incontrandosi, per l’occasione, con alcuni leader di Hezbollah. Nelle sue conferenze Finkelstein ha affermato che Hezbollah rappresenta una “speranza” per il paese.

Marc Fredriksen – Membro del FANE francese (Federazione d’Azione Nazionale ed Europea), fu aggredito il 12 ottobre 1980 da militanti sionisti. Fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Rambouillet. Durante la degenza, ignoti si introdussero nella sua abitazione, distruggendo tutto. Mentre era in cura a Berck-sur-Mer per fratture multiple, rischiò di subire una nuova aggressione: alcuni ignoti si presentarono chiedendo di lui per motivi imprecisati. La loro descrizione corrisponde a quella dei membri del gruppo sionista Aziza, che aggredì e sfigurò con l’acido vari altri membri del FANE, come Michel Caignat e l’ottantaquattrenne Charles Bousquet. Nove giorni prima dell’aggressione a Fredriksen, altri sei membri del FANE erano stati aggrediti fuori dal Palazzo di Giustizia da un commando della “Organizzazione per la Difesa Ebraica”, restando feriti, due in modo grave.

Roger Garaudy – Scrittore, filosofo e attivista politico, nato a Marsiglia nel 1913, nel 1941 fu membro della lotta di liberazione contro il nazifascismo. Nel 1995 pubblicò il libro "The Founding Myths of Modern Israel" (I miti fondanti del moderno Stato di Israele), ripubblicato nel 1996 con il titolo "Samiszdat Roger Garaudy". Per quest’opera fu accusato di aver contestato l’esistenza dei crimini nazisti contro l’umanità, dando luogo ad una campagna di diffamazione e di incitamento all’odio razziale. Subì cinque procedimenti penali, avviati sulla base della legge 29 luglio 1981 sulla libertà di stampa, che si conclusero con sentenza del 16 dicembre 1998 con la condanna a 6 mesi ci carcere e a numerose ammende. Le condanne vennero confermate dalla Cassazione parigina il 12 settembre 2000. Garaudy fece ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, adducendo la violazione dell’articolo 10 della Convenzione europea, che recita nel suo primo articolo: "Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione, senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche". La Corte ha replicato che la libertà di espressione “non può essere ritenuta assoluta e illimitata” (!). Basta capire dove deve fermarsi.

Jurgen Graf - Storico e filologo svizzero di Basilea, lavorò a lungo come insegnante di latino e francese. Nel 1991 venne a conoscenza del revisionismo storico olocaustico: l'interesse fu tanto che fece della persecuzione antiebraica degli anni '40 il suo campo di studi privilegiato, pubblicando numerose opere scientifiche negli anni seguenti (alcune in collaborazione con Carlo Mattogno). Nel marzo 1993 (dopo l'apparizione del suo Der Holocaust auf dem Prüfstand, “L’olocausto messo alla prova”) fu licenziato dal lavoro e nel 1998 incriminato insieme al suo editore, Gehrard Förster, per reato d'espressione. Nel luglio di quell'anno la corte lo condannò a 15 mesi di prigione più una cospicua multa. Per sfuggire all'arresto e poter proseguire nelle sue ricerche, nell'agosto 2000 Graf scelse l'esilio, dapprima in Iran, poi in Bielorussia ed ora a Mosca, dove ha conosciuto e sposato sua moglie (una storica bielorussa) e lavora come traduttore. Le sue opere sono state pubblicate, oltre che in tedesco, anche in francese, spagnolo, olandese, bulgaro, italiano, russo e arabo. Nel dicembre 1994 il Ministero degli Interni francese (retto allora da Charles Pasqua) mise al bando la sua opera L’Olocausto allo scanner, la cui edizione russa (riveduta ed ampliata) ha raggiunto però le 200.000 copie vendute.

Gerd Honsik – Studioso austriaco, “colpevole” di aver negato l’olocausto e le camere a gas, nel 1992 era stato condannato a 18 mesi di carcere dalle autorità austriache, che punivano i suoi studi come reato. Fu costretto a fuggire in Spagna per evitare l’arresto. Qui continuò a diffondere su internet le proprie ricerche, ma nell’ottobre 2007 è stato arrestato dalle autorità spagnole ed estradato in Austria a causa del Mandato d’Arresto Europeo, che ha affossato il principio della doppia punibilità. Dovrà scontare una pena aggiuntiva a quella originaria a causa dell’attività “negazionista” svolta durante il suo soggiorno in Spagna.

David Irving – Denunciato dalla studiosa americana Deborah Lipstadt per le sue opinioni sull’olocausto, nel 1998 fu giudicato da un tribunale inglese “attivo negazionista dell’olocausto; antisemita e razzista, associato ad estremisti di destra per promuovere il neonazismo”. Il tribunale affermò anche che Irving aveva “distorto e manipolato l’evidenza storica in modo persistente e deliberato per proprie motivazioni ideologiche”. Non fu mai esplicitamente incarcerato per l’accusa di negazione dell’olocausto. Tuttavia fu arrestato in Austria nel febbraio 2006 con l’accusa di apologia e sostegno del partito di estrema destra NSDAP, scontando 10 mesi di carcere.

Fred A. Leuchter – Americano, ingegnere elettronico specializzato nella progettazione di macchine per l’esecuzione capitale nei penitenziari statunitensi, venne contattato da Ernst Zundel (in occasione del suo processo in Canada) per dimostrare che le camere a gas non sono mai esistite. Leuchter raccolse campioni delle pareti dalle presunte camere a gas di Auschwitz e li fece analizzare, dimostrando che essi non mostravano tracce del gas “Zyklon B” che i nazisti, secondo la leggenda, avrebbero utilizzato per gasare gli ebrei. Perseguitato per le sue scoperte, perse il lavoro, finì sul lastrico e vide fallire il suo matrimonio. La sua storia è stata narrata nel film-documentario di Errol Morris Mr. Death – The Rise and Fall of Fred A. Leuchter.

Olivier Mathieu – Il 6 febbraio 1990, milioni di spettatori francesi assistettero alla brutale aggressione contro il revisionista Olivier Mathieu. Nel corso di una trasmissione TV, presentata dall’anchorman francese Christophe Dechavanne, Jeanne-Pierre Bloch, capo della Organizzazione per la Difesa Ebraica, si presentò alla guida di un commando sionista di una decina di persone, picchiando a sangue Mathieu. Mathieu aveva appena finito di pronunciare le parole “Faurisson ha ragione”. Il pestaggio continuò anche fuori dagli studi dell’emittente televisiva e nel corso della rissa anche la fidanzata di Mathieu rimase ferita. Uno degli aggressori fu fermato dalla polizia, ma venne subito rilasciato per intercessione di Jeanne-Pierre Bloch.

Paul Rassinier– Comunista francese, figlio di una famiglia di comunisti, entrò nella resistenza d’oltralpe dopo l’invasione nazista della Francia. Arrestato dalla Gestapo nell'ottobre del '43, fu torturato per undici giorni (mani schiacciate, mascella fratturata, un rene a pezzi) . Sua moglie e suo figlio di due anni furono anch'essi arrestati e restarono in carcere per due mesi. Fu deportato a Buchenwald, poi a Dora (diciannove mesi); invalido nella misura del 95 per 100 (misura accresciuta del 10% in sede di revisione) a seguito delle sofferenze subite come deportato, sopravvisse solo grazie ad una disciplina draconiana e alle cure prodigategli dai familiari. Membro del partito socialista francese (SFIO) fin dal 1934, verrà espulso dopo la pubblicazione del suo libro “La menzogna di Ulisse”, nel quale, basandosi sulle esperienze vissute in campo di concentramento, contraddiceva la storia ufficiale delle deportazioni ebraiche, evidenziando il ruolo svolto dai deportati con ruoli amministrativi nella tortura e persecuzione dei loro compagni di prigionia.
Nel 1964 pubblica Le Drame des Juifs européens, in cui esprime dubbi sulla realtà dello sterminio pianificato e attuato attraverso le camere a gas, cosa che varrà a intensificare la campagna diffamatoria nei suoi confronti, continuata fino alla morte (1967). Le sue ricerche sono state proseguite e ampliate da Robert Faurisson.

Vincent Reynouard - 38 anni, insegnante di matematica, nel novembre 2007 è stato condannato a un anno di carcere e a 10.000 euro di ammenda per negazione di crimini contro l’umanità, secondo quanto disposto dalla sentenza. E’ stato perseguito per aver diffuso in musei, movimenti d’iniziativa, comuni e aziende di diversi settori, un opuscolo di 16 pagine intitolato: “Holocauste? Ce qu'on vous cache” [“Olocausto? Quello che non sapete”]. In questo opuscolo Reynouard nega il genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, definendolo “propaganda”. Nel 1997 era stato licenziato dalla scuola pubblica per aver messo in ordinazione, presso il liceo di Honfleur dove insegnava, alcuni testi che rimettevano in discussione il massacro di Oradour-sur-Glane ad opera di una divisione SS del Reich. Aveva anche proposto ai suoi allievi un esercizio sulle statistiche di mortalità all’interno del campo di Auschwitz, basandosi su una pubblicazione revisionista.

Germar Rudolf – Tedesco, esperto chimico, dimostrò su basi scientifiche l’impossibilità fisica delle camere a gas di Auschwitz. Fu il suo primo, grave crimine che pagò con la condanna a 14 mesi di carcere. Il secondo crimine fu la pubblicazione di un resoconto del processo contro il curatore dell’antologia Dissecting the Holocaust. Tale resoconto fu sequestrato da tutte le librerie e tutte le copie furono distrutte. Rudolf dovette fuggire negli USA per scampare ad un nuovo arresto. Nel 2004 le autorità tedesche sequestrarono tutte le proprietà di Rudolf e lo condannarono a pagare il 55% di tutti gli introiti ricevuti a partire dal 1996. Nonostante avesse sposato una cittadina statunitense, ottenendo così la nazionalità americana, fu arrestato il 15 novembre 2005 e deportato in Germania, dove fu condannato a due anni e mezzo di prigione per incitazione all’odio, oltraggio ai defunti e calunnia.
Attualmente è rinchiuso nel carcere di Stuttgart-Stammheim a Baden-Württemberg.

Georges Theil – Pensionato, ex dirigente di una società di telecomunicazioni francese dipendente da France Telecom. Nel 2004 pubblicò qualche dozzina di copie di un libretto stampato a proprie spese - Un cas d'insoumission - Comment on devient révisionniste [Un caso d'insubordinazione - Come si diventa revisionista], in cui descriveva la propria autobiografia intellettuale, approdata ad uno scetticismo radicale riguardo alle "camere a gas" naziste e ai
"6 milioni" di vittime ebree. In seguito a tale pubblicazione, e per aver espresso più volte pubblicamente il proprio scetticismo sulla “shoah”, fu condannato per due volte a 6 mesi di prigione senza condizionale. In seguito venne anche condannato a pagare ammende per complessivi 98.000 euro, escluse le spese legali. Incurante delle condanne, continuò a sostenere l’impossibilità fisica, chimica, logistica e architettonica delle camere a gas e a raccogliere prove (ormai innumerevoli) al riguardo. Per questo motivo fu trascinato nuovamente in tribunale e condannato ad ulteriori 6 mesi di reclusione (condanna ora temporaneamente annullata dalla Cassazione).

Serge Thion – Militante dell’anticolonialismo francese, giornalista e storico, membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Francia dal 1971, fu dimissionato nel 2000 a causa delle sue ricerche sul presunto olocausto ebraico. Studiò anche la dinamica della nascita dello Stato d’Israele e le atrocità compiute nei confronti dei Palestinesi durante la sua formazione.

Gerald Fredrick Töben – Fondatore nel 1994 del gruppo di studi revisionisti australiano Adelaide Institute (www.adelaideinstitute.org ), fu arrestato in Germania nel 1999 mentre svolgeva, insieme a Robert Faurisson, alcune indagini sul campo di concentramento di Auschwitz. Fu condannato a 10 mesi di carcere, ma avendo già scontato 7 mesi in attesa del processo, fu rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 5000 dollari. Nel 2000 fu preso di mira dalla Australian Human Rights and Equal Opportunity Commission, che gli ordinò di chiudere il suo sito internet e scusarsi con le persone che aveva offeso. Poiché le ordinanze dell’HREOC non hanno valore di legge, nel 2002 fu condannato dalla Corte Federale Australiana a rimuovere dal suo sito gran parte del materiale ritenuto offensivo. Fortunatamente la sentenza è stata rispettata solo in minima parte.


Siegfried Verbeke – Perseguitato fin dal 1990 per aver diffuso articoli su internet e pamphlet che contestavano la versione ufficiale dell’olocausto. Nel 2004 fu arrestato in Belgio, dove fu condannato a un anno di carcere e a una multa di 2500 euro. Nel 2005 fu nuovamente arrestato ad Amsterdam sulla base di un mandato di cattura emesso dalle autorità tedesche e condannato a 9 mesi di carcere per negazione dell’olocausto. Uscì il 5 maggio 2006, ma il 15 dicembre 2006 fu nuovamente arrestato su mandato di cattura della Corte d’Appello di Antwerp.
Attualmente si trova in carcere in Belgio.

Ernst Zundel – Fondatore, in Canada, della Samisdat Publishing che pubblicò opuscoli in forte contrasto con la versione ufficiale dell’olocausto, tra cui il noto Did Six Millions Really Die? di Richard Verrall. Subì tre attentati alla sua vita, due attuati con ordigni esplosivi e uno con l’incendio della sua abitazione.
Per le sue idee subì due processi, nel 1985 e 1988, che si conclusero con la sua assoluzione e con una grande vittoria dei revisionisti. Nel corso dei processi, infatti, Robert Faurisson, testimone della difesa, riuscì a sbugiardare in modo definitivo uno dei principali fondatori del mito olocaustico, Raul Hilberg, che non si riprese mai più da quella sconfitta professionale.

Zundel fu però arrestato negli USA nel 2003, con l’accusa pretestuosa di violazione delle leggi sull’immigrazione. Deportato in Canada, scontò due anni in cella d’isolamento. Infine fu deportato in Germania (in violazione delle leggi canadesi sull’estradizione) dove, grazie alle leggi antinegazioniste, fu condannato il 24 febbraio 2005 a 5 anni di carcere per le sue opinioni sull’olocausto.
Attualmente si trova rinchiuso nel carcere tedesco di Mannheim.

Alla lista dei deportati ed internati in quanto revisionisti si debbono aggiungere :

1) L'avvocato Silvya Stolz
2) L'avvocato Horst Mahler


   inviato da enzo il 25 Ottobre 2009 15:59
prima di condannarlo fatelo almeno parlare,altrimenti si potrebbe capire che ha ragione

   inviato da luciano il 25 Ottobre 2009 09:12
Il professor Caracciolo è un liberale che ha capito come le mistificazioni sul secondo conflitto mondiale siano strumentali al dominio sionista del mondo. Lo ha capito persino l'Onu che, nonostante gli Usa, sta mettendo sotto accusa Israele come unico stato che discrimina i cittadini, addirittura un base alla Bibbia! Libro comunque pernicioso che è alla base dei conflitti mondiali attuali.

   inviato da fra il 25 Ottobre 2009 03:11
se potessi a questo demonenazista di nome caracciolo, gli farei provare la galera che si merita, l'olocausto non si puo negare!!!!!

   inviato da Paolo Bologna il 24 Ottobre 2009 23:57
Se volete vi faccio raccontare da mia nonna cosa è stato l'olocausto...
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