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sopra: Massimiliano Desideri; sotto: Edoardo Grosso Domenica 9 Marzo 2008  08:03
NUOVI ARRIVI NEL FIGLINE: LA GRANDE OCCASIONE PER DESIDERI, LA VOGLIA DI RISCATTO DI GROSSO
NUOVI ARRIVI NEL FIGLINE: LA GRANDE OCCASIONE PER DESIDERI, LA VOGLIA DI RISCATTO DI GROSSO


Il giovane centrocampista Massimiliano Desideri, ultimo arrivato, e il nuovo portiere Edoardo Grosso, chiamato a sostituire l'infortunato Babbini, sono a disposizione di mister Semplici e ci parlano della loro nuova avventura in maglia gialloblù..

FIGLINE VALDARNO (FIRENZE) - Studia scienza della comunicazione all’università di Pisa e sogna un futuro da giornalista specializzato in campo scientifico.

Ma intanto Massimiliano Desideri, centrocampista classe 1988, ultimo arrivato in casa gialloblù, cerca di sfruttare al meglio l’occasione che gli è capitata, di far parte di una società che vuole accedere al mondo del professionismo.

La sua storia di giocatore fino ad oggi si è svolta tutta nel Livorno e nel suo settore giovanile nel quale è sempre stato dai campionati dei giovanissimi fino alla Primavera, dove ha conosciuto ed ha giocato anche con Del Vivo.

Massimiliano, chi sono stai i suoi allenatori più importanti fino ad oggi?
Sicuramente Attanasio che ho avuto a Livorno nei primi anni e poi Tosi che oggi allena in C1 a Potenza.

Parlaci un attimo delle sue caratteristiche tecniche e tattiche?
Sono un centrocampista centrale, ma posso giocare anche più esterno, sono un destro e un incontrista; nella primavera mi sfruttavano davanti alla difesa, pronto a contrastare gli avversari e a far ripartire l’azione della mia squadra.

Per te si tratta della prima esperienza fuori dai campionati giovanili?
Sì, anche se a Livorno spesso mi allenavo con la prima squadra. In questi mesi prima di arrivare a Figline mi sono allenato con varie squadre come Sanremese e Tavolata, Campobasso e Matera, tutte società di serie D che erano troppo lontane e io volevo una sistemazione vicino a casa in Toscana. Poi finalmente è arrivata l’offerta del Figline.

Con che spirito sei arrivato qui a Figline?
Con lo spirito di chi sa di avere una bella occasione, con l’umiltà di chi sa che deve crescere e che ha molto da imparare, con la voglia di mettermi a disposizione dell’allenatore pronto a sfruttare le occasioni che mi darà. Intanto posso dire che in questo gruppo mi sento a mio agio, mi trovo bene con i miei compagni sia quelli più giovani che quelli con maggiore esperienza. Qui inoltre si vive un clima di serenità che aiuta a lavorare meglio.

Qal è la tua condizione fisica attuale?
Certamente sono un po’ indietro nella preparazione rispetto agli altri, ma ora che mi sto allenando tutti i giorni, sto già meglio. Ho fatto qualche partitella in allenamento e devo dire che i rendo conto che in questo gruppo la qualità è molto alta

Quali sono i tuoi propositi per questo finale di stagione?
Voglio recuperare presto la condizione fisica in modo tale da avere presto quante più occasioni possibili di giocare, di far vedere il mio valore, di dare il mio contributo per l’obiettivo della squadra e della società e far vedere le mie qualità anche per il futuro.

L'altro acquisto recente è quello di Edoardo Grosso, l’ultima partita che Edoardo, giovane portiere classe 1987, acquistato dal Figline dopo l’infortunio subito da Luca Babbini, aveva giocato prima di domenica scorsa a Forcoli risaliva a circa 10 mesi fa, nello scorso campionato, quando il giocatore difendeva la porta del Pontedera.

In mezzo a questo lungo periodo un grave infortunio alla spalla, due operazioni, una fase di riabilitazione e la ripresa degli allenamenti e della condizione.

Ora finalmente, per questo giovane e promettente portiere (figlio d’arte perché suo padre è Leonardo Grosso portiere del Torino, del Genova, del Perugia, della Spal e del Modena) è iniziata la fase del riscatto, dopo un avvio di carriera veramente buono.

Edoardo descrivici la sua carriera calcistica.
Ho fatto le giovanili nella Sampdoria fino alla Primavera, poi nel 2005-2006 sono stato il terzo portiere del Livorno e l’anno successivo ho giocato a Pontedera, prima dell’infortunio che mi ha tenuto fuori per tanto tempo.

Partiamo dal Livorno. Racconta questa esperienza.
Ero il terzo portiere dietro a Amelia ed Acerbis, non solo due grandi portieri, ma soprattutto ancora oggi due grandi amici con i quali ci sentiamo spesso. E’ stata un’esperienza indimenticabile che mi ha permesso di crescere tecnicamente e tatticamente. Anche il preparatore Spinosa è bravissimo e anche con lui ci sentiamo spesso. Lì ho conosciuto Donadoni e Mazzone; Donadoni è un vero esempio di professionalità e lo sta dimostrando anche nella nazionale, Mazzone ha una grande esperienza che trasmette a tutti. Sa gestire molto bene il gruppo ed è una persona schietta e divertente.

Poi sei stato a Pontedera come portiere titolare
L’obiettivo non dichiarato della società era di cercare di vincere il campionato e siamo andati bene fino a quando gli infortuni non ci hanno condizionato. Professionalmente e umanamente è stata una grande stagione, perché ho sempre giocato fino all’infortunio che ho subito.

E poi cosa è successo?
Dopo aver recuperato dall’infortunio sono andato a Castelnuovo Garfagnana in C2, ma ci sono state complicazioni al braccio e sono stato nuovamente operato a settembre. Devo dire grazie al dott. Priano, l centro fisioterapico “Riattiva” di Chiavari e alla palestra “Il tempo della salute” di Genova, se oggi ho potuto recuperare in pieno l’attività. Fino a dicembre ho fatto la riabilitazione, poi ho iniziato ad allenarmi e per un periodo sono stato a Ivrea. Infine è arrivata la chiamata del Figline.

Che effetto ti ha fatto domenica scorsa tornare in campo?
Ho provato una forte emozione e ho sentito anche molta tensione. Dev dire grazie ai miei nuovi compagni che mi hanno incitato ed aiutato ad affrontare nel modo giusto la gara.

Cosa pensi del tuo arrivo a Figline?
Credo che dopo tanta sfortuna ho ora una grande opportunità essendo arrivato in una società che vuole centrare un bellissimo obiettivo e ho la possibilità di stare con un gruppo di giocatori di grande qualità.

Tu però continua anche a studiare.
E’ vero, sono iscritto al 2° anno di giurisprudenza all’università. Credo che lo studio sia importante per il futuro, perché, anche per esperienza diretta, so quanto è precaria questa professione. Allora, pur avendo dentro di me una grande voglia di giocare e di dar vita al mio sogno, voglio anche costruirmi la possibilità di un futuro dopo il calcio.

Domenica 9 Marzo 2008  08:03


Nella foto: sopra: Massimiliano Desideri; sotto: Edoardo Grosso


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