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YULE Martedì 25 Dicembre 2007  13:09
SOLSTIZIO D’INVERNO SOL INVICTUS E NATALE: STORIA E TRADIZIONE
SOLSTIZIO D’INVERNO SOL INVICTUS E NATALE: STORIA E TRADIZIONE


Gli Europei dovrebbero riappropriarsi della propria cultura e delle proprie tradizioni, che hanno radici ben distinte dal cristianesimo, che ha dominato dopo essersi appropriato di gran parte della cultura greco-romana.

Roma – Il Cristianesimo si è appropriato indebitamente di feste e tradizioni forse perché ha poco di suo, se non le fantasie bibliche ed evangeliche…

Pur partendo da una considerazione volutamente polemica, per inquadrare un inganno storico e culturale che si perpetua nel tempo, è bene fare un excursus sul perché fra il 21 dicembre ed il 25 i popoli festeggino da millenni.

IL SOLSTIZIO
Il Solstizio d’Inverno cade tra il 21 e il 22 dicembre, questa data coincide con il giorno più corto dell’anno e con la notte più lunga. Il Sole è al nadir, il punto più basso che tocca sulla linea dell’orizzonte rispetto al parallelo locale. Da questo giorno il suo potere comincerà a crescere, a rinascere e per questo i popoli dell’antichità celebravano il ritorno del figlio della promessa.

25 DICEMBRE: SOL INVICTUS
Il Natale è la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare la nascita del Cristo come “Sole di giustizia” e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana del Sol Invictus, che, dopo giorni in cui la luce stenta prevalere sul buio, prevale e fa rinascere la natura.

I SATURNALI
I popoli antichi, da sempre festeggiavano il Solstizio, come i Saturnali della Roma antica, Alban Arthan (la Luce di Artù) nella tradizione druidica, o Yule in quella Germanica, ed altre ancora nelle tradizioni dei popoli dell’emisfero boreale. I Saturnali affondano le radici negli arcaici riti di rinnovamento legati al solstizio d’inverno, quando il Vecchio Sole moriva per rinascere Sole Fanciullo e Saturno era il dio che presiedeva l’Avvento del Natale del Sole Invitto, intendendo il Sole non in senso naturalistico, bensì essenza ed epifania del dio Creatore e Vivificatore.

Sarebbe oltremodo riduttivo e svilente considerare i Saturnali semplicemente delle festività più o meno allegre e licenziose, così come una certa tradizione cristiana ha contribuito a far credere. I Saturnali, in effetti, esprimono un profondo pensiero religioso la cui essenza risale alla Notte dei Tempi, a quella Notte di cui auspicavano il ritorno, illuminata dalla Luce di un Fanciullo Divino. Per poter penetrare nell’effettiva natura spirituale dei Saturnali occorre risalire la corrente del Tempo sino alle leggendarie origini di Roma, quando i suoi miti s’intrecciano con quelli di un’altra epica città, cioè Troia.

A Roma si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito dall’Imperatore Domiziano. Alban Arthuan, rappresenta nella tradizione druidica un momento in cui possiamo aprirci alle forze dell’ispirazione e del concepimento.

Tutto attorno a noi è oscurità. La nostra sola guida è Arturo, l’Orsa Maggiore, la Stella Polare. Nel silenzio della notte nasce l’ispirazione. Tanto la festività che la funzione sono collocate al Nord, il regno della morte e del mezzo inverno. Il cuore della cerimonia è la conclusione rituale del lutto per la morte della luce, in qualunque forma divina o astratta venga percepita. L’anno che si è avvicinato alla fine con l’arrivo dell’inverno, portando con se il caos e l’incertezza dell’oscurità, ora viene lasciato alle spalle. Il miracolo della nascita ha fermato lo s correre verso l’oscurità: il flusso si è invertito.

YULE
La germanica Yule o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.

La pianta sacra del Solstizio d’Inverno è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano allo sperma maschile. Il vischio, pianta sacra ai druidi, era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina.

BUON SOL INVICTUS!

Ellezeta

P.S. Per chi vuole approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Sol_Invictus
dove si legge:
Aureliano consacrò il tempio del Sol Invictus il 25 dicembre 274, in una festa chiamata dies natalis Solis Invicti, "Giorno di nascita del Sole Invitto", facendo del dio-sole la principale divinità del suo impero ed indossando egli stesso una corona a raggi.

La festa del dies natalis Solis Invicti divenne via via sempre più importante in quanto si innestava, concludendola, sulla festa romana più antica, i Saturnali.

Martedì 25 Dicembre 2007  13:09


Nella foto: YULE



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